Quanta potenza è prevista per la prima asta
Per la prima asta il decreto del 2 ottobre 2026 indica tre valori: un minimo, un obiettivo e un massimo. Sono i riferimenti per stabilire quanta potenza selezionare, tenendo conto dei prezzi offerti e della partecipazione. Per il fotovoltaico ordinario l’obiettivo è 350 MW (con un range minimo di 210 MW e un massimo di 3,5 GW); per il fotovoltaico Nzia obiettivo a 150 MW (minimo a 90 MW e massimo a 1,5 GW); per l’eolico ordinario obiettivo a 1,5 GW (minimo 100 MW, massimo 2 GW); per l’eolico Nzia obiettivo a 75o MW (minimo a 50 MW e massimo a 1 GW); per l’idroelettrico obiettivo a 30 MW (minimo 60 MW e massimo a 500 MW). L’obiettivo non è una quantità assegnata automaticamente e il massimo è il limite superiore previsto. Per definire i volumi effettivi di gara, il Gse considera anche la potenza delle manifestazioni di interesse, ridotta del 10%, entro i limiti del decreto. In questo modo si mantiene la concorrenza tra i progetti. L’esito dipenderà anche dai prezzi proposti dagli operatori.
Quali sono i prezzi di partenza
Per il fotovoltaico il prezzo di esercizio è di 80 euro a megawattora, il prezzo superiore a 95 €/MWh. Per l’eolico 85 €/MWh e 95 €/MWh, mentre per l’idroelettrico 90 €/MWh e 105 €/MWh. Per i gas residuati da depurazione 85 €/MWh ed 100 €/MWh Il “prezzo superiore” è la base di gara sulla quale l’operatore propone il ribasso; il “prezzo di esercizio” è un riferimento per costruire il meccanismo d’asta. Nessuno dei due è una tariffa automaticamente riconosciuta a tutti. I prezzi applicabili, aggiornati secondo le regole sull’inflazione, sono indicati nei bandi; il prezzo aggiudicato dipende dall’esito dell’asta.
Come viene pagato il contributo
Il contributo viene riconosciuto per 20 anni attraverso un contratto per differenza a due vie. Il produttore vende l’energia sul mercato. Se il prezzo di mercato di riferimento è inferiore al prezzo aggiudicato, il Gse gli versa la differenza; se è superiore, è il produttore a restituire la differenza al Gse. Per esempio, con un prezzo aggiudicato di 70 €/MWh e un prezzo di riferimento di 50 €/MWh, il Gse versa 20 €/MWh. Se il prezzo di riferimento sale a 90 €/MWh, il produttore restituisce 20 €/MWh. Il riferimento è il prezzo del Mercato del Giorno Prima nella zona di mercato e nel periodo considerati, assunto pari a zero se negativo. Il calcolo riguarda l’energia netta immessa in rete, salvo i casi specifici previsti dalle regole.
Come si accede con gli impianti fino a 1 MW
Per gli interventi fino a 1 MW compreso, calcolato secondo le regole del decreto, è previsto l’accesso diretto dopo l’entrata in funzione: non occorre partecipare all’asta. Bisogna comunque rispettare i requisiti e il limite complessivo di 10 GW disponibili. Per gli interventi inferiori a 200 kW si può chiedere una tariffa omnicomprensiva: il Gse ritira l’energia e paga una tariffa che comprende sia il suo valore sia il sostegno.
Il peso dei coefficienti locazionali
Nelle aste fotovoltaiche conta anche la zona in cui l’impianto immette energia in rete. I “coefficienti locazionali” sono correttivi, espressi in €/MWh, che si aggiungono al prezzo offerto soltanto per confrontare i progetti in graduatoria. Un correttivo positivo rende l’offerta meno competitiva. Se il progetto vince, il prezzo riconosciuto resta quello aggiudicato, senza il correttivo. L’applicazione dipende dalla differenza tra la potenza installata nelle singole zone rispetto agli obiettivi burden sharing al 2030 e dalla potenza dei progetti in gara. Il Gse confronta gli obiettivi con la nuova potenza rinnovabile entrata in funzione dal 2021 fino alla data di chiusura della procedura di manifestazione di interesse.

