Fino a due milioni tra cartelle di pagamento, avvisi di intimazione e solleciti. . La riscossione prepara la ritirata per agosto nell’ottica di un fair play nei confronti sia dei contribuenti che dei professionisti che li assistono. Una sospensione destinata a coprire tutto il mese. La conferma che agenzia delle Entrate Riscossione (Ader) sospenderà «l’attività di notifica per tutti gli atti per tutto il mese di agosto ad eccezione degli atti urgenti e inderogabili» è arrivata da una nota ufficiale di agenzia delle Entrate. Nota che ha voluto tranquillizzare sul fatto che le due Agenzie «sono riuscite a pianificare le rispettive attività in modo da evitare qualsivoglia sovraccarico nei mesi precedenti o susseguenti a quelli per i quali il legislatore ha disposto la sospensione degli invii».
Un’operazione che va messa a punto sotto tutti i dettagli, perché premere il tasto «stop» agli invii può non essere così semplice come sembra. In primo luogo, infatti, va considerato che le notifiche degli atti della riscossione non viaggiano tutti lungo lo stesso canale. Quindi se può essere relativamente facile mettere un timer per posticipare l’invio delle trasmissioni di atti destinati ai contribuenti che hanno una casella di posta elettronica certificata, lo stesso discorso non può essere fatto per quelli che viaggiano ancora in modalità cartacea. In questo caso, infatti, c’è la necessità di allineare l’intenzione di agenzia delle Entrate Riscossione (Ader) con il fornitore dei servizi postali per fare in modo che effettivamente poi i sincronismi funzionino correttamente. Questo sia per evitare che dal 1° al 31 agosto non ci sia alcun contribuente che riceva un atto, anche perché farebbe molto più rumore una cartella ricevuta rispetto a tutte le altre fermate.
In secondo luogo, c’è un altro profilo che non va sottovalutato. In un’ottica di rapporti fisco contribuenti, la tregua è un aiuto anche perché già non è piacevole vedersi raggiungere da un atto della riscossione e in pieno agosto lo è di meno. Ma far slittare avanti di un mese tutta la mole di atti che Ader è chiamata a processare ogni anno comporta l’esigenza di programmare e definire con attenzione i flussi. Anche per questo le Entrate hanno specificato che «non si riscontra» alcuna «forzatura, né anomala concentrazione in specifici periodi dell’anno». Del resto, la convenzione con il ministero dell’Economia indica che i volumi complessivi di invio e notifica per l’anno in corsa oscillino tra i 24 e i 31 milioni di documenti: numeri che, appunto, contengono cartelle di pagamento, avvisi di intimazione e solleciti. Da qui si arriva alla stima che su base mensile i volumi interessati incidano su circa due milioni complessivi di atti. Per questo l’operazione di sospensione è stata attentamente valutati dagli uffici delle due Agenzie guidate da Vincenzo Carbone.
Anche perché sarebbe stato un controsenso sospendere gli invii ad agosto per sovraccaricare quelli dei mesi “confinanti”. Anzi le Entrate hanno voluto chiarire che: le lettere di compliance calendarizzate per il mese di luglio rappresentano il 9% del totale annuale; le comunicazioni di irregolarità inviate a luglio finora sono diminuite del 40% rispetto allo stesso periodo del 2025 e sono il 7,6% del totale annuale; le cartelle del primo semestre 2026, che Ader è tenuta a produrre sulla base dei carichi affidati dai diversi enti creditori, sono diminuite del 9% rispetto allo stesso periodo del 2025.
In tutto questo discorso di fair play e collaborazione, non si possono dimenticare i numeri della riscossione in Italia. A cominciare dall’imponente montagna di arretrato che si è accumulato dal 2000 in poi e che a fine dello scorso anno era arrivato a 1.331 miliardi di euro. L’input nelle strategie è stato quello di accorciare il più possibile i tempi rispetto alla consegna dei carichi da parte degli enti creditori. La convenzione 2026-2028 con il ministero dell’Economia indica tra gli obiettivi di agenzia delle Entrate Riscossione la notifica entro la fine del terzo mese successivo a quello di consegna per almeno il 53% delle cartelle di pagamento predisposte sulla base dei carichi affidati dagli enti, in presenza di volumi di affidamenti in linea con le dinamiche ordinarie. Un obiettivo da considerare così come il target di 14,3 miliardi di euro di riscossioni complessive da raggiungere per il 2026. Perché se è un principio di civiltà fiscale non gravare su contribuenti e consulenti nei mesi dedicati a ferie e riposo, bisognerebbe pur sempre ricordare che tasse, contributi e multe dovuti (e già contestati per essere arrivati in mano alla riscossione) vanno pagati.




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