Irlanda-Italia, nella seconda giornata del Sei Nazioni 2026, arriva a una settimana dalla splendida vittoria inaugurale degli azzurri sulla Scozia.
Gli uomini di Gonzalo Quesada tornano in campo affrontando la prima trasferta di questa edizione e fanno visita ai vincitori del 2024 che, nella prima giornata, hanno ceduto il passo alla fortissima Francia.
L’Italia è stata in vantaggio per 10-5 sull’Irlanda alla fine del primo tempo ma nel secondo tempo, anche grazie agli ingressi di Crowley e Gibson-Park è stata capovolta l’inerzia del match.
Il coach argentino della nazionale italiana ha conferma in blocco la squadra che ha giocato sabato 7 all’Olimpico, ad eccezione di Brex, impossibilitato a giocare, sostituito da Lorenzo Pani. Gli altri 14 titolari vedono Fusco che continua ad affiancare Paolo Garbisi in mediana e la coppia di flanker Zuliani-Lamaro, confermata dopo l’ottima prova di Roma. Cambia invece la struttura della panchina: si passa al 6+2, con Odiase che entra in lista gara come sesto, avanti al posto del mediano Da Re, e il ventitreesimo uomo è Paolo Odogwu, centro-ala del Benetton, che può dire la sua dal punto di vista fisico e ha già dimostrato di essere in grande forma.
La squadra di Farrell si immagina che farà di tutto per tenere il più possibile il pallone, per questo è importante evitare di regalare ulteriori possessi, con falli evitabili. Come spiegato da capitan Lamaro subito dopo il successo dell’Olimpico: “Il minimo errore renderebbe lunghissimo il pomeriggio di Dublino”.
Il gioco dell’Italia, soprattutto in condizioni meteo favorevoli, come mostrato nella partita a Roma, può rappresentare un problema per un’Irlanda non nelle migliori condizioni e che ha già sofferto le improvvise accelerazioni della Francia.
Sei Nazioni rugby, Irlanda-Italia, Dublino, 14_02_26 (AFP)












