Un piano per rilanciare Salsomaggione Terme. È quello che parte dalla rinascita del complesso in stile liberty Thermae Berzieri dopo un intervento di ristrutturazione durato poco più di due anni. Un progetto realizzato da Cassa depositi prestiti Real Asset SGR, società del Gruppo CDP, attraverso il Fondo Nazionale del Turismo, finanziato da CDP e dal ministero del Turismo in partnership con QC Terme, società leader nel settore del turismo del benessere. Una operazione di parternariato pubblico privato sviluppata con un investimento complessivo di 44 milioni di euro.
L’obiettivo è il rilancio del termalismo nella località parmense per moltiplicare le presenze turistiche entro il 2030. Il piano è stato presentato ieri nel corso del confronto «La Rinascita delle Thermae Berzieri» a cui erano presenti, tra gli altri, Daniela Santanchè, ministro del Turismo, Tommaso Foti, ministro degli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione insieme alle autorità locali e regionali.
Secondo il piano la riapertura delle terme potrebbe determinare un’inversione di tendenza dei flussi turistici: con ipotesi prudenziali elaborate da Cdp, si stima al 2030 un potenziale di 391mila presenze annue nelle strutture ricettive, in forte crescita rispetto alle 200mila del 2024 e superiore alla capacità ricettiva attuale di poco più di 300mila presenze all’anno.
«Questo progetto è un esempio della nostra filosofia di intervento sul fronte immobiliare che si può sintetizzare in riutilizzare, rigenerare e restituire, ovvero rendere l’immobile nuovamente fruibile con impatti importanti sul territorio in termini di benessere economico e sociale che ci aspettiamo di vedere anche in futuro a Salsomaggiore» ha detto Antonino Turicchi, ad di Cdp Real Asset SGR.
L’impatto economico stimato sul territorio è di 105 milioni l’anno, di cui 46 milioni legati ai maggiori consumi. Le ricadute occupazionali dovrebbero superare i 850 addetti tra diretti ovvero il personale impiegato nelle strutture alberghiere, nei servizi termali e legati al benessere, oltre agli indiretti e l’indotto. Per potere cogliere in pieno queste opportunità si dovrebbe aprire una seconda fase con l’adeguamento dell’offerta alberghiera. Un passo che richiede investimenti per circa 40 milioni per la realizzazione di nuove strutture o il ripristino di quelle esistenti.








