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Salute

Sanità, da settembre al via le nuove tariffe per visite ed esami

Sala StampaDi Sala StampaLuglio 24, 20264 min di lettura
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Sanità, da settembre al via le nuove tariffe per visite ed esami

Dal prossimo 21 settembre scattano le nuove tariffe con le quali vengono rimborsate le prestazioni garantite dalle strutture sanitarie per conto del Servizio sanitario nazionale: l’aggiornamento riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale (dalle visite agli esami diagnostici) e 222 codici su un totale di 1063 del nomenclatore dell’assistenza protesica su misura in particolare ausili per le persone con disabilità.

Il decreto – approvato ieri in Conferenza Stato Regioni – era atteso da tempo e sostituisce quello del 25 novembre 2024 che era stato annullato dalle sentenze del Tar del Lazio dopo la pioggia di ricorsi delle strutture sanitarie private accreditate. Allora i giudici amministrativi avevano bocciato i calcoli sulle tariffe di rimborso del ministero della Salute perché superati e giudicati insufficienti, in particolare a esempio per i rimborsi delle prime visite specialistiche. Che ora invece avranno riconosciuto una tariffa media fissata a 26 euro e valori più alti per alcune branche, ma gli aumenti medi – che si aggirano circa sul 5,8% in più – toccano tante altre prestazioni specialistiche come ecocolordoppler, diagnostica vascolare, medicina nucleare, endoscopia ed elettromiografia, e per dispositivi come ortesi spinali, protesi di arto e ausili ottici.

I costi della revisione

La revisione delle tariffe costerà a regime 210,7 milioni in più all’anno – da sommare ai circa 550 milioni che erano già previsti per finanziare il decreto del 2024 – e potranno contare sulle risorse stanziate dall’ultima manovra di bilancio che ha messo sul piatto 100 milioni per quest’anno e 183 milioni per il 2027 proprio per poter aggiornare al rialzo il tariffario. L’aggiornamento non soddisfa però tutti gli operatori privati: già nei giorni scorsi la Uap, Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, aveva parlato di una revisione con tariffe non sostenibili perché con questi importi«si riducono le prestazioni, si allungano le attese e si indebolisce l’intero Servizio sanitario nazionale».

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Nuovi fondi per apparecchiature

Ieri in Conferenza Stato-Regioni è stato approvato anche il decreto che stanzia i fondi per l’acquisto delle apparecchiature per la presa in carico dei pazienti nelle oltre 1200 nuove Case di comunità. La dote di 235 milioni risale a un precedente stanziamento del 2022 destinato ai medici e pediatri di famiglia per dotarsi di strumenti di prima diagnostica (Ecg, spirometri, ecc.) che ora potranno essere acquistati fino al 50% delle risorse per le nuove strutture della Sanità territoriale finanziate con 2 miliardi dal Pnrr. Le Regioni devono presentare, entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il piano dei fabbisogni per l’utilizzo delle risorse da destinare alle attrezzature e una quota delle risorse dovrà comunque essere garantita per dotare di strumenti diagnostici gli studi dei medici di famiglia e dei pediatri o le sedi di aggregazioni di medicina di gruppo che insistono in zone interne, piccole isole, o periferie urbane: «L’obiettivo è favorire la capillarità dei servizi di prima diagnostica e una maggiore equità di accesso alle cure laddove più lo richiedano la conformazione geografiche e morfologiche del territorio o le caratteristiche demografiche», avverte una nota delle Regioni.

Formazione del personale medico

Infine sempre ieri è stato sancito l’accordo sul fabbisogno formativo del personale medico 2026/2027 che consentirà al ministero dell’Università e della Ricerca di programmare gli accessi ai corsi di laurea del prossimo anno sulla base delle indicazioni dei territori. In particolare per il fabbisogno del Servizio sanitario nazionale si cercano 20.842 medici chirurghi e 25.479 infermieri. Le Regioni e le Province autonome hanno individuato il numero di professionisti per ciascuna categoria specialistica, attraverso un percorso di programmazione condiviso con ministero della Salute e le Federazioni nazionali degli Ordini professionali. La programmazione comprende, tra gli altri, anche 1.599 odontoiatri e 1.733 veterinari, 1.500 farmacisti, 2.673 biologi, 469 chimici, 287 fisici.

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