La sanità calabrese è fuori dal commissariamento. Un calvario lungo 17 anni, di disservizi e carenze di personale che hanno spinto molti calabresi a curarsi fuori regione, revocato dal Consiglio dei ministri, con sommo gaudio del presidente della regione Roberto Occhiuto.
Una commissariamento lungo 17 anni
Il commissariamento è stata una misura straordinaria, adottata nel 2009, per affrontare le esorbitanti criticità finanziarie e strutturali che hanno eroso l’interno sistema. Occhiuto parla di «risultato storico. Diciassette anni con questa camicia di forza, di cui ci siamo liberati».
La revoca del Cdm
La revoca è stata decisa dal Cdm su proposta del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, e con parere favorevole dei ministri Giancarlo Giorgetti (Economia) e Orazio Schillaci (Salute). Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Sud Luigi Sbarra è «un risultato di assoluto valore, rappresenta un impegno mantenuto dalla presidente Meloni, che aveva indicato già in campagna elettorale questo obiettivo».
Indispensabile il confronto con i territori
Ora la responsabilità di un settore strategico come la sanità torna in capo alla Regione. Si dovrà costruire un sistema sanitario efficiente, ma sarà fondamentale misurarsi con i territori provati da decenni di carenze e disagi.












