Dall’uso di combustibili verdi (biogas e idrogeno) alla cattura e stoccaggio della CO₂ sino a un maggiore utilizzo di vetro riciclato.
Sono alcune delle sette indicazioni per decarbonizzare le industrie del vetro previste dalla proposta contenuta in una ricerca realizzata dall’Enea con Assovetro, in cui sono state esaminate diverse strategie per la transizione energetica. Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Gases, come sottolinea il presidente di Assovetro Marco Ravasi, « prende in esame un settore ad alta intensità energetica, attraverso un approccio integrato e adattato alla realtà nazionale».
3,7 milioni di tonnellate di CO2
Anche perché il settore del vetro in Italia emette circa 3,7 milioni di tonnellate di CO₂ l’anno, di cui il 75% generate all’interno del perimetro aziendale (combustione di gas naturale nei forni e reazioni chimiche delle materie prime in fase di miscelazione) e le restanti legate al consumo di energia elettrica negli impianti di produzione.
Sette strade indicate
Le strade indicate nello studio spaziano dall’ uso di combustibili verdi (biogas e idrogeno), alla cattura e stoccaggio della CO₂. Non meno importanti gli interventi di efficienza energetica, l’elettrificazione dei forni e l’aumento dell’utilizzo di vetro riciclato. E poi l’uso di materie prime già decarbonizzate e l’impiego di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Leve tecnologiche da combinare
Non una ricetta miracolosa ma, come rimarca Claudia Bassano, coautrice dello studio e ricercatrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili dell’Enea, leve tecnologiche «pensate per essere combinate in modo flessibile, a seconda dei vincoli specifici degli impianti e delle tipologie di produzione», anche alla luce del fatto che «la diversificazione delle soluzioni è considerata prioritaria per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica».












