C’è tempo fino al 15 dicembre per iscriversi al nuovo master dedicato ai social workers che è organizzato dall’Università di Trento e sostenuto dal Ministero del Lavoro e Politiche sociali.
Il percorso accademico consente di ottenere una specializzazione in metodi e pratiche di rafforzamento dei percorsi di presa in carico e accompagnamento sociale ed è finanziato attraverso i fondi del piano nazionale Inclusione – Lotta alla Povertà 2021-2027. I posti disponibili sono 45 e per candidarsi oltre alla laurea in alcune classi del settore, è richiesto un contratto di lavoro dipendente negli ambiti territoriali sociali o dei Comuni.
Il master proposto dall’Università di Trento per l’anno accademico 2025/26 è il primo tra quelli proposti dall’Ateneo con quota di iscrizione interamente finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per chi rispetta l’obbligo di frequenza di almeno l’80% dei corsi. L’inizio è il prossimo gennaio, il percorso formativo durerà 14 mesi e sarà distribuito su 4 giornate di lezione al mese (giovedì, venerdì e sabato), alcune delle quali potranno essere svolte online.
Il programma è stato progettato in collaborazione con Agevolando, Sos Villaggi dei Bambini e Cismai e consente di potenziare le competenze di social workers, contribuire al cambiamento delle politiche sociali, migliorare la qualità dei servizi offerti. Lo scopo, infatti, è formare professioniste e professionisti capaci di costruire percorsi di inclusione, tutela e benessere psico-sociale, insieme a persone minorenni e adulte in condizioni di fragilità, in un’ottica multidisciplinare.
Teresa Bertotti, professoressa associata di Servizio sociale al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale, che coordina il master, spiega che «l’obiettivo formativo è rafforzare competenze, conoscenza e riconoscimento di operatori e operatrici degli Ambiti territoriali sociali su normativa ed elementi che governano le politiche sociali, influenzano il sistema di welfare e strutturano i meccanismi di inclusione, protezione sociale e tutela. Altre aree sono il fenomeno della povertà e quello della fragilità familiare, con i principali dispositivi e pratiche. L’orizzonte è rendere più partecipi le persone, sia adulte sia minorenni, nelle decisioni e negli interventi che le riguardano».









