Dall’aumento delle telecamere di sicurezza per controllare i tornelli alle barriere modulabili all’interno dei settori che, in base alle possibili tensioni nel corso di una partita, possono essere alzate o abbassate. Sono due delle nuove «norme tecniche» per gli stadi messe a punto con un decreto del ministero dell’Interno, di concerto con quello dello Sport, «al fine di assicurare la conformità delle sedi italiane designate per ospitare il campionato europeo di calcio Uefa Euro 2032».
Pochi stadi obbligati
Un testo che quindi rappresenta il regolamento per gli impianti in vista della competizione che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia. Si tratta di sedici articoli, che vanno dalle definizioni delle zone nei pressi degli stadi alle norme antincendio. Molte delle misure presenti, però, sono state già decise e messe in atto negli ultimi anni, come la capienza massima nei settori, gli spot dei pronto soccorso o le control room.
Ma c’è un chiarimento importante da fare: i nuovi interventi interesseranno soltanto gli stadi candidati al torneo, che al momento sono più di dieci e diventeranno cinque a ottobre con la consegna della lista ufficiale. Non solo, perché il secondo comma dell’articolo 1 del decreto specifica che «sono soggetti alle presenti disposizioni i complessi e gli impianti sportivi di nuova costruzione»; per quelli esistenti saranno facoltativi, anche se soggetti a lavori di ristrutturazione (ad esempio, l’Artemio Franchi non avrebbe l’obbligo).
Il comfort nelle control room
In realtà, piccole novità arrivano anche per le control room, cioè gli impianti televisivi a circuito chiuso che consentano «l’osservazione della zona spettatori e dell’area di servizio annessa allo stadio e dei relativi accessi». Sono previste negli stadi con capienza superiore a 10.000 spettatori all’aperto e, con le nuove modifiche, dovranno «essere in grado di ospitare in adeguate condizioni di comfort, spazio e sicurezza ambientale» i componenti del Gruppo operativo sicurezza (Gos).
Va previsto che i locali siano «posizionati in una zona dell’impianto sportivo da cui sia possibile avere una visione complessiva, totale e diretta della zona di attività sportiva e della zona spettatori, ovvero di consentire di coprire la maggior parte delle aree indicate e coprendo la restante parte con le telecamere del sistema televisivo a circuito chiuso». Nel concreto, quindi, i dispositivi per l’osservazione «devono essere installati in modo tale da evitare pali di sostegno delle telecamere ovvero, laddove ciò non fosse possibile, in maniera che non siano di ostacolo alle telecamere televisive ai fini tecnico‐sportivi ed allo svolgimento in sicurezza dell’attività sportiva».










