L’estate del 2026 porterà una novità sulle spiagge italiane: tutti gli addetti all’assistenza dei bagnanti negli stabilimento balneare – cioè i bagnini – dovranno essere maggiorenni.
In realtà, non sarebbe neanche una notizia: la legge italiana lo prevede dal 2017, eppure negli anni sono stati presentati interventi, spesso inseriti nel decreto Milleproroghe, per far slittare la misura. Ed è ciò che il governo aveva inizialmente previsto per il 2026.
Dietrofront a Palazzo Chigi
La notizia è qua. Giovedì pomeriggio, durante il Consiglio dei ministri, la misura è stata cambiata. Si trova all’interno del decreto commissario del ministero delle Infrastrutture, in cui sono state inserite le norme per riattivare le procedure per il Ponte sullo Stretto.
L’ultimo articolo, il nono, aggiungeva le «disposizioni urgenti in materia di concessioni demaniali marittime e di sicurezza della balneazione». Che, dopo la riunione a Palazzo Chigi, sono diventate soltanto «disposizioni urgenti in materia di concessioni demaniali».
Niente proroga nel 2026… per adesso
A saltare è stato il secondo comma dell’articolo 9, quello che «al fine di garantire la continuità del servizio di assistenza ai bagnanti per l’anno 2026», prorogava «la sospensione di cui all’articolo 7, comma 4-undecies, del decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2025, n. 15» fino alla fine della stagione balneare 2026, «e comunque non oltre il 1° ottobre 2026». Vuol dire che prorogava la sospensione della norma che obbligava i bagnini ad avere 18 anni.








