«L’intelligenza artificiale è la più grande rivoluzione dell’età contemporanea. Ha riflessi sul lavoro, sulle aziende, sulla società, può far fare un salto di qualità molto rapido alle nostre imprese, specialmente le piccole. È una sfida che l’Italia deve vincere». Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, riprende un dato citato dal governatore della Banca d’Italia: con un’adozione rapida e diffusa dell’intelligenza artificiale la produttività del lavoro potrebbe aumentare di oltre un punto percentuale all’anno. «Una percentuale determinante per un Paese come l’Italia che deve tornare a crescere». L’IA sarà al centro del convegno di Capri che si apre venerdì: “StrategIA. Il futuro è un’impresa umana”. «Questa tecnologia può modificare le nostre capacità, ma resta una scelta umana come usarle. Non si tratta di scegliere tra uomo e macchina, è più importante decidere cosa vogliamo affidarle, unendo intelligenza artificiale e intelligenza imprenditoriale».
Il nostro Paese è indietro nella digitalizzazione e quindi nell’applicazione dell’intelligenza artificiale. Come possiamo rapidamente recuperare terreno?
La realtà italiana è che le piccole imprese fanno fatica ad applicare l’IA per motivi di costo e formazione. L’Italia si è dotata di una Strategia per l’Intelligenza artificiale che ora va implementata con azioni concrete e mirate. La nostra proposta è un “AI Adoption Act”, un piano d’azione che metta a sistema il mondo della ricerca, gli incentivi e le infrastrutture da attuare con una cabina di regia che coordini gli interventi per l’adozione e lo sviluppo dell’IA in Italia. Occorre creare un ecosistema per supportare le imprese che adottano l’intelligenza artificiale, lo vediamo nel road show che stiamo facendo come Giovani Imprenditori insieme ad Alberto Tripi, special advisor di Confindustria per l’IA. Esistono molti casi di eccellenza, manca il coordinamento.
È solo un problema di costi?
No, servono prima di tutto le competenze, e quindi occorre investire su scuole, università e formazione continua dei lavoratori. E poi lavorare sui processi aziendali e investire nella digitalizzazione. Spesso le piccole imprese non hanno risorse sufficienti per una adozione profonda dell’IA che porti a una vera trasformazione aziendale. È un percorso molto complicato, ma necessario.
Come attivare gli investimenti che servono?
La nostra proposta, che lanceremo a Capri, è la creazione di Zes-IA per convogliare investimenti pubblici e privati nell’intelligenza artificiale, anche attraverso l’uso di strumenti finanziari specifici per start up e imprese innovative. Investimenti da realizzare attraverso un canale semplificato riprendendo il modello della Zes unica che ha funzionato bene al Sud.











