Nel 1972 la Blue Marble di Apollo 17 consegnò al mondo l’immagine iconica della Terra vista dallo spazio. Nell’aprile del 2026, con Artemis II, quello sguardo è tornato lungo la rotta circumlunare. Il pianeta, da lontano, appare ancora lo stesso. Ma i dati scientifici raccontano una realtà profondamente diversa. Per capire che cosa è accaduto alla Terra in questi ultimi cinquant’anni, lo abbiamo chiesto ad Alessandro Miani, Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA).
“La Terra vista dallo spazio sembra ancora la stessa ma solo in apparenza– afferma Miani- L’immagine è simile, ma il pianeta no. In poco più di mezzo secolo abbiamo modificato atmosfera, clima, oceani, ghiacci, foreste e biodiversità. L’IPCC è netto: l’influenza umana ha riscaldato atmosfera, oceani e terre emerse in modo inequivocabile”.
Qual è il primo segnale di questo cambiamento? “L’atmosfera- spiega il presidente della Sima- Secondo la WMO, nel 2024 la CO2 ha raggiunto 423,9 ppm, il metano 1942 ppb e il protossido di azoto 338,0 ppb: livelli record, molto superiori all’epoca preindustriale. Significa che la Terra di oggi è avvolta da un’atmosfera profondamente diversa da quella della Blue Marble”.
Sul piano climatico questo significa che il riscaldamento globale è ormai un fatto misurato. “La WMO ha confermato che il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, con una temperatura media globale di circa 1,55 °C sopra il livello preindustriale. E il decennio 2015–2024 è stato il più caldo mai osservato. Tutto questo calore in eccesso finisce soprattutto negli oceani. Circa il 90% dell’energia in eccesso intrappolata dai gas serra viene assorbita dal mare. Nel 2024 il contenuto di calore degli oceani ha raggiunto un nuovo record. È un cambiamento meno visibile, ma decisivo”.
Anche il mare sta cambiando, aggiunge Miani: “Il livello medio globale è aumentato di circa 20 centimetri tra il 1901 e il 2018, e il ritmo di crescita sta accelerando. Questo significa maggiore vulnerabilità per coste, isole, delta e città litoranee. I ghiacci invece stanno perdendo massa rapidamente. Secondo la WMO, tra il 2000 e il 2023 i ghiacciai del mondo hanno perso in media circa 273 miliardi di tonnellate l’anno. È uno dei segnali più chiari della destabilizzazione del sistema terrestre”.
Tutto questo ha anche un grandissimo impatto diretto sulla salute umana. “L’OMS- ricorda Miani- che il 99% della popolazione mondiale respira aria oltre i limiti guida di qualità. La crisi ambientale non è astratta: entra nei polmoni, nelle malattie cardiovascolari e respiratorie, nei costi sanitari e nella qualità della vita”.










