L’effetto domino della sanità calabrese rischia di travolgere il turismo. Le gravi carenze del sistema potrebbero impattare sugli arrivi fuori stagione dal Nord Italia e dal Nord Europa, in particolare dai paesi Scandinavi, proprio in quelle località che sono riuscite a distribuire i flussi di visitatori durante tutto l’anno, come Tropea e la Costa Viola.
Numeri in crescita ma tour operator in allerta
Nonostante numeri ancora incoraggianti (circa il +25% di presenze per le festività pasquali), i tour operator sono in allerta: «Il progressivo smantellamento dell’ospedale di Tropea, presidio di primo livello, inizia a scoraggiare soprattutto il turismo della terza età per cui vengono richieste espressamente garanzie di assistenza sanitaria» spiega Deborah Valente, ceo del Gruppo Valentour che gestisce hotel e ristoranti.
Valente: non siamo più una destinazione ideale
«Su Tropea e la costa Viola lavoriamo con grandi numeri – continua l’imprenditrice -, a settembre abbiamo gestito oltre 1500 visitatori, ma già da un paio di anni, le problematiche legate alle condizioni della sanità non ci rendono più una destinazione ideale».
Ospedale senza reparti
La dotazione dell’ospedale, come indicato nel decreto 360/2024della Regione, che disegna la rete ospedaliera calabrese, prevede i reparti di Chirurgia generale con 10 posti letto, come Ortopedia e Traumatologia e Pneumologia. Venti posti a Medicina, 13 a Emodialisi, 5 a Oncologia medica, oltre al pronto soccorso e ad anestesia, laboratori e radiologia. «Ma la realtà è ben diversa – spiega Francesco Rotolo, presidente del Comitato civico pro ospedale Tropea -. Chiusa Chirurgia e Ortopedia, mai aperto il reparto di Pneumologia. A Medicina 13 posti letto effettivi per carenza di personale, come a Emodialisi e Oncologia dove sono previsti diversi pensionamenti». A tenere in vita l’ospedale, un solo anestesista che si divide fra i vari reparti e il pronto soccorso.











