Il primo ministro britannico Andy Burnham ritiene che la Russia abbia interferito nel voto sulla Brexit del 2016 e che ora stia cercando di influenzare gli elettori di Francia e Germania. Burnham, che ha assunto la guida della Gran Bretagna lo scorso luglio e che a settembre ha affermato che potrebbe considerare di rientrare nell’Unione Europea, è il primo capo del governo britannico a sostenere apertamente che esistano prove di interferenze russe nel referendum di dieci anni fa.
“Mi sono posto la domanda entrando a Downing Street: c’è stata un’interferenza della Russia nel referendum del 2016? E ho ricevuto una risposta chiara: sì, c’è stata”, ha rimarcato oggi in un’intervista al podcast The Rest Is Politics, Il Resto è Politica. Burnham non ha spiegato in che modo ritenga che Mosca abbia interferito nel referendum e non ha fornito le prove che supporterebbero la sua affermazione, ma ha invitato gli elettori delle democrazie europee a essere meglio informati sui tentativi di condizionare la loro vita politica.
“È importante che questi fatti siano ora messi chiaramente agli atti e credo che possano aiutare gli elettori in Germania e in Francia a comprendere che una parte di questa politica è alimentata dai nostri nemici, vale a dire dalla Russia”.
Come scrive Andrew MacAskill per l’agenzia Reuters, sulla base di un rapporto del Comitato parlamentare britannico per l’intelligence e la sicurezza pubblicato nel 2020, il governo di Londra non era riuscito a stabilire se la Russia avesse effettivamente interferito nel referendum del 2016. Dallo stesso rapporto emerse invece che Mosca aveva tentato di influenzare il referendum sull’indipendenza della Scozia del 2014, in occasione del quale gli elettori dissero no alla secessione dalla Gran Bretagna.









