Una mappa aggiornata in tempo reale e “in chiaro” permetterà ai pazienti oncologici e alle loro famiglie di consultare le caratteristiche cliniche dei centri di cura in Italia e l’attività di ricerca ma anche di orientarsi sulle sperimentazioni a cui candidarsi, grazie al link con il registro ufficiale europeo degli studi clinici approvati e con le informazioni rese disponibili da Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. A regime – al più tardi entro la primavera – le persone con tumore saranno quindi sempre più protagoniste della propria storia di salute.
La piattaforma
A realizzare la piattaforma on line integrata è l’Aiom, l’Associazione italiana di oncologia medica, che finora ha prodotto un Libro bianco, in collaborazione con la Federazione degli oncologi che fanno ricerca indipendente ((Ficog). «Non siamo all’anno zero – spiega il presidente Massimo Di Maio -. Già da anni Aiom offre un motore di ricerca per gli studi clinici ma il cambio di passo più importante avverrà con la fotografia dei trial disponibili per ogni centro di cui aggiorniamo anche servizi e attività. Informazioni in modalità “living”: cioè ogni struttura potrà rivederle costantemente, con tanto di bollinatura delle direzioni sanitarie».
Una novità che si inserisce nel solco della Giornata mondiale del cancro del 4 febbraio, all’insegna del motto “Unite by Unique” scelto per il triennio 2025-2027: «La ricerca – sottolinea Di Maio – non è un capitolo a sé ma è parte integrante dell’offerta sanitaria e per questo va valorizzata al massimo ogni opportunità di partecipazione dei malati e delle loro famiglie».
Mortalità in calo
Del resto è proprio anche merito del fondamentale supporto della ricerca scientifica se l’Italia e l’Europa stanno guadagnando terreno sulla malattia: nel nostro Paese tra 2020 e 2025 la riduzione dei tassi di mortalità per cancro è stimata del 14,5% negli uomini e del 5% nelle donne, dati migliori rispetto al continente (-3,5% negli uomini e -1,2% nelle donne in media) e a quelli dei principali Paesi Ue come Francia (-10,4% e -2,8%), Germania (-9,5% e -8,1%) e Spagna (-7,7% e -1,8%). Nel complesso in Europa tra 1989 e 2025 sono 6,8 milioni le vite salvate mentre per l’Italia gli ultimi dati parlano di 268mila morti per tumore evitate nel periodo 2007-2019. Un successo da attribuire da un lato all’innovazione terapeutica grazie alla quale le patologie oncologiche sono andate sempre più “cronicizzandosi”, dall’altro alla prevenzione attraverso il miglioramento degli stili di vita e degli screening.
Salvare la ricerca
Ma in tutti questi ambiti ci sono ancora praterie di miglioramento. «Per questo nei prossimi anni ci auguriamo un raddoppio di vite salvate, immaginando una componente legata a trattamenti più efficaci non solo per la malattia avanzata ma anche per gli stadi più precoci – spiega ancora Di Maio -: oggi abbiamo terapie perioperatorie, neoadiuvanti e adiuvanti per tanti tumori e ci aspettiamo che questo si traduca in un ulteriore calo dei decessi. Vanno affrontati però due nodi: tornare a finanziare la ricerca indipendente che oggi è un capitolo dolente e rendere i centri sempre più competitivi pure per la conduzione degli studi da parte dell’industria. Altrimenti come sistema-Paese rischiamo di essere meno attrattivi rispetto ad altre parti del mondo e questo impatta direttamente sulle opportunità offerte ai pazienti». Basta guardare il dato drammatico di un -57% in 15 anni degli studi clinici no profit, passati in Italia dal 40,3% del 2009 al 17,3% nel 2023.












