È l’estate dell’instabilità geopolitica : il conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iran, arrivato a una fragile tregua, ha lasciato il segno sugli equilibri dei mercati delle vacanze a lungo raggio, rallentando in particolare i flussi turistici dagli Usa verso l’Italia dopo un 2025 di crescita anche grazie al Giubileo. Una frenata compensata però dal rilancio del mercato domestico e dalla domanda europea. Risultato: la stagione decisiva per il settore turistico si chiuderà per il 2026 su valori positivi.
Intanto è già possibile il bilancio della prima metà dell’anno, periodo trainato da un primo trimestre brillante sulla spinta delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina che ha compensato gli effetti degli eventi bellici: secondo i dati di alloggiati web del ministero dell’Interno gli arrivi tra gennaio e giugno sono cresciuti del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2025 (85,2 milioni). Ma l’impatto della guerra in Medio Oriente non guasterà neanche la stagione turistica per eccellenza: le previsioni del Centro Studi turistici per Assoturismo Confesercenti parlano di un incremento del +1,1% di arrivi e di un +1,3% di pernottamenti. Numeri che potrebbero migliorare con il last minute. La domanda italiana è in aumento (+1,5%, circa 121,3 milioni di presenze), mentre più contenuto è l’incremento atteso per quella straniera (+1,1%, oltre 134,5 milioni di presenze stimate).In numeri assoluti il movimento turistico nelle strutture ricettive tra giugno e agosto salirà ad oltre 61,9 milioni di arrivi e a circa 255,8 milioni di pernottamenti. Sul fronte estero prevalgono i mercati europei, mentre quelli a lungo raggio evidenziano rallentamenti o flessione nelle di prenotazioni. È il caso del Medio Oriente con turisti provenienti dal Golfo Persico che, secondo Banca d’Italia, erano diminuiti del 35% a marzo, del 60% ad aprile e del 20% a maggio. Francia, Germania e Paesi Bassi segnano al contrario una forte crescita.
La voglia di Italia emerge anche da altri indicatori: secondo i dati del ministero del Turismo le ricerche aeree verso il nostro Paese tra metà giugno e metà settembre sono cresciute del 26% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Anche qui una domanda internazionale di impronta europea: a crescere maggiormente sono paesi vicini come Polonia (+76%), Germania (+66%) e Spagna (+48%). Ancora: sul fronte delle prenotazioni aeree le analisi di Sojern, piattaforma di travel marketing, fanno emergere la tendenza per un’estate più lunga. Le prenotazioni aeree verso l’Italia dall’estero crescono a settembre dell’8% su base annua (scendono lievemente al 7% includendo anche il domestico). Si tratta di un ritmo superiore a quello di agosto. Sul fronte degli arrivi dall’estero le previsioni Isnart segnalano per luglio e agosto una quota di ospiti da oltreconfine ad almeno il 52% con un trend in aumento. Nel 2025 si arrivò al 56%, record storico.
«L’Italia mantiene il suo primato di meta privilegiata per i visitatori di tutto il mondo. Un risultato frutto di un costante lavoro di squadra tra Governo, imprese e operatori del settore. Ne siamo orgogliosi e guardiamo al futuro con ottimismo» è il commento del ministro Gianmarco Mazzi.
L’estate 2026 potrebbe così replicare i numeri record del 2025. «Nonostante le tensioni geopolitiche il settore ha dimostrato una buona capacità di tenuta e oggi registra una domanda sostenuta, soprattutto da parte dei mercati internazionali – spiega Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi -. L’Italia si conferma una destinazione di forte attrattività per i turisti stranieri e i segnali che osserviamo ci consentono di guardare con fiducia all’estate e soprattutto a settembre e ottobre».











