Vola il turismo termale che mette a segno una crescita record a doppia cifra. Secondo le stime dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio Unioncamere-Isnart, presentato in occasione del convegno «Il turismo termale italiano come driver di crescita del mercato» che si è svolto oggi a Roma, nel 2025 le presenze turistiche sono state intorno ai 24 milioni con un impatto economico diretto di oltre 5 miliardi con importanti ricaduta su ristorazione ed enogastronomia, shopping e cultura.
«Il turismo termale, che rappresenta una componente storica e identitaria dell’offerta turistica italiana, attraversa da tempo una fase di “riorganizzazione e riposizionamento competitivo” che, come sistema camerale, abbiamo voluto mettere a fuoco – spiega Andrea Prete, presidente Unioncamere -. Dalla nostra fotografia, il termalismo si conferma un prodotto strategico perché capace di tenere assieme percorsi di cura, salute e prevenzione, con un concetto di benessere in senso olistico, di cui c’è forte domanda, sia interna che internazionale. Vogliamo accompagnare le imprese termali nei processi di innovazione, riposizionamento e integrazione con le altre filiere turistiche sui territori, contribuendo a rafforzare la competitività complessiva delle destinazioni, in una logica di rigenerazione territoriale e di sviluppo economico sostenibile».
La ricerca evidenzia come le destinazioni più competitive non sono quelle che offrono singoli servizi, ma quelle che riescono a costruire percorsi esperienziali coerenti, capaci di dare continuità e riconoscibilità alla vacanza all’insegna del benessere, legando assieme l’esperienza delle terme con la fruizione del patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico del territorio. In particolare, si stima come il turista in vacanza nelle destinazioni delle terme italiane abbia speso quasi 2 miliardi di euro solo per alloggio e ristorazione, cui si aggiungono 1,9 miliardi per acquisti di servizi termali, wellness e attività ricreative (cultura, eventi, divertimenti e intrattenimenti per i vari target turistici) e 1 miliardo di euro per lo shopping (abbigliamento, calzature e accessori, enogastronomia e artigianato locale, altri prodotti del made in Italy).
Una vacanza – benessere scelta nella metà dei casi da un turista alto spendente, che ogni giorno spende in media 256 euro, 90 euro in più del medio turista termale. A sceglierla soprattutto i millenials con una quota vicino al 31%, che viaggiano in coppia (49,4%) o con amici (17,5%) scegliendo località che offrono percorsi di benessere integrati, dalle acque termali, ai trattamenti, rigorosamente di qualità e personalizzati sulla base di esigenze ed aspettative.
«I dati presentati confermano che il turismo termale è un comparto in forte evoluzione capace di generare decisivo valore economico per i territori e di intercettare una domanda, nazionale e internazionale sempre più qualificata – aggiunge Renzo Iorio, presidente Federterme Confindustria -. La nuova offerta di prodotto deve rispondere a questi cambiamenti puntando su qualità, personalizzazione dei servizi e integrazione tra salute, prevenzione e benessere anche in una logica complementare al sistema sanitario. La sfida è accompagnare questa crescita con investimenti e innovazione rafforzando il posizionamento delle destinazioni termali italiane e la loro competitività lungo tutto l’arco dell’anno».











