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Home » Ucraina, Meloni attacca l’asse franco-tedesco: formati variabili creano debolezza, serve inviato Ue per il negoziato
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Ucraina, Meloni attacca l’asse franco-tedesco: formati variabili creano debolezza, serve inviato Ue per il negoziato

Sala StampaDi Sala StampaGiugno 11, 20264 min di lettura
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Ucraina, Meloni attacca l’asse franco-tedesco:  formati variabili creano debolezza, serve inviato  Ue per il negoziato

Prima di arrivare a Montecitorio per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 18-19 giugno, Giorgia Meloni riserva un pensiero allo storico segretario del Pci Enrico Berlinguer nel giorno dell’anniversario della scomparsa. Da un lato c’è il ricordo «con rispetto» di «una figura che ha rappresentato un punto di riferimento per la sinistra italiana e uno dei protagonisti della storia politica della Repubblica»; dall’altro, però, c’è la memoria del gesto di Giorgio Almirante, il leader del Movimento sociale, «che volle rendere omaggio al feretro del suo avversario politico. Un segno di rispetto umano e istituzionale che ancora oggi richiama il valore di un confronto politico fermo negli ideali ma rispettoso delle persone. Perché si può fare politica secondo visioni diverse, anche diametralmente opposte, senza per forza demonizzare l’avversario». E perché «le idee forti non temono il confronto».

Parole che risuonano come un monito nell’Aula dove la premier entra alle 9, seduta tra i suoi vice Antonio Tajani e Matteo Salvini e consapevole che l’attende un altro round con le opposizioni, antipasto della campagna elettorale che verrà. In agenda ci sono i temi più caldi dell’attualità internazionale, dall’Ucraina al conflitto in Iran, ma anche le sfide della competitività europea e della sicurezza energetica, la difesa comune, il nuovo Quadro finanziario pluriennale per la Ue 2028-20234. Tutto in un momento di passaggio, per il Governo italiano e per la stessa presidente del Consiglio, stretta tra i distinguo con l’Europa e il tentativo complicato di una ricucitura con Donald Trump dopo gli attacchi alla premier.

Ucraina, linea non cambia: sostenere Kiev, ma serve visione di lungo periodo

La premessa sulla guerra in Ucraina è chiara: la linea italiana non cambia, «sostenere Kiev, mantenere la pressione su Mosca rappresentano ancora oggi, a nostro avviso, l’unico modo concreto di creare condizioni che possano costringere all’apertura di una seria stagione negoziale». Sì, dunque, al 20° pacchetto di sanzioni e condanna ferma dei ripetuti attacchi della Russia contro la popolazione civile «così come degli ultimatum rivolti a Kiev per le ripetute violazioni dello spazio aereo dell’Unione Europea e della Nato che hanno addirittura coinvolto obiettivi civili in Romania, comportamenti inaccettabili che l’Italia ha condannato e condanna con fermezza». Ma c’è un ma. La premier lo mette in chiaro: «La fermezza da sola non basta più se non è accompagnata da visione di lungo periodo. Fermezza non deve trasformarsi in cecità».

L’attacco all’E3: formati variabili inefficaci, serve coordinamento con gli Usa

Qui sferra l’attacco all’asse E3 – Francia, Germania e Gran Bretagna – che domenica con l’Ucraina a Londra ha provato a lanciare un’iniziativa di dialogo con la Russia. «Procedere a tentoni con formati variabili non adeguatamente rappresentativi produce solo frammentazione, confusione, debolezza». In sintesi: non funziona. Anche perché «nessun formato – attacca – ha legittimità di parlare a nome dell’intera Europa». Per la premier, bisogna «contribuire a costruire le condizioni della pace lavorando insieme ai nostri alleati, a solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina, obiettivo per il quale è chiaramente indispensabile preservare l’unità euro-atlantica, rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti, sfida non sempre facile ma necessaria. Solo che coordinamento non significa delega. In qualsiasi scenario di pace serio tra Ucraina e Russia, diverse condizioni dipendono dall’Europa, riguardano l’Europa, impattano sull’Europa ed è all’Europa a doverle negoziare».

«Serve un rappresentante autorevole Ue»

La proposta italiana? « Continuo a porre il tema della necessità che l’Europa avvia una riflessione comune e pragmatica sulle modalità di una sua interazione con Mosca». La Ue «deve essere pronta a guidare questo dialogo, mentre farebbe un errore a subirlo». Meloni rilancia l’idea di «individuare una figura autorevole investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati membri per portare il punto di vista dell’Europa ed è in questa direzione che continuo a lavorare».

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