Un ponte del 2 giugno che si preannuncia in linea con quello del 2025. A dirlo le previsioni di Federalberghi che evidenziano un giro d’affari di 6,9 miliardi generato da 14,3 milioni di italiani, un po’ meno dello scorso anno, che si metteranno in viaggio in quei 4 giorni. Quasi tutti rimarranno in Italia sparsi tra i quasi 8mila chilometri di spiagge, i borghi, città d’arte e le aree interne.
Secondo l’indagine realizzata da Tecnè per conto di Federalberghi la quota principale della spesa sarà destinata ai pasti,, il 29,2% del totale, seguita dalla parte relativa al viaggio (23,4%). Per ciò che riguarda la spesa del pernottamento, essa incide solo per un 17,9%. In merito alla scelta dell’alloggio, quella del ponte del 2 giugno sembra essere un’occasione perfetta per dare precedenza alla struttura alberghiera e al villaggio turistico: questa opzione avrebbe infatti raccolto il 27,7% della domanda.
«I dati ci regalano una visione abbastanza rassicurante riguardo l’atteggiamento degli italiani che si trovano di fronte ad una possibilità di vacanza – ha detto Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi commentando l’indagine –. I nostri connazionali mostrano ancora una volta di non voler rinunciare al viaggio, peraltro privilegiando il soggiorno nelle strutture alberghiere e considerando l’Italia, evidentemente, il luogo maggiormente attrattivo rispetto all’estero. Tuttavia non possiamo negare che siamo stati senz’altro favoriti dal calendario di quest’anno. Una festività che cade di martedì rappresenta un’occasione ghiotta per costruire un progetto di viaggio in anticipo sulla prossima estate».
Un primo scampolo d’estate che vede le località marine tra le preferite: saranno scelte dal 40,2% dei viaggiatori, il 26,7% si recherà nelle città d’arte, il 16,6% andrà in montagna. Un 7,9% prediligerà una località termale e del benessere e un altro 6,4% ne approfitterà per una pausa in una località lacuale. Oltre un italiano su due (52,2%) non varcherà i confini della propria regione di residenza. Per coloro che invece si recheranno all’estero, vincono le grandi capitali europee (96,6%). Per il pernottamento si affermano la struttura alberghiera e il villaggio turistico con il 27,7% della domanda. Seguono la casa di parenti o amici con il 25,2%, i bed & breakfast con il 20,6%, la casa di proprietà con il 14,7% e il residence con il 5,2%. La spesa media pro-capite, comprensiva di viaggio, alloggio, ristorazione e divertimenti, si attesterà sui 482 euro. Tra gli intervistati che non andranno in vacanza, il 36,7% ha rivelato di non partire per motivi economici e il 19,3% per motivi familiari.
Uno scenario sostanzialmente positivo ma il presidente di Federalberghi ricorda che «a condizionare il nostro storico ottimismo è lo scenario di guerra e l’incertezza che esso crea nella situazione geopolitica mondiale. Come sempre diciamo, le certezze fanno bene al turismo – sottolinea Bocca -. Al momento viviamo una fase di sospensione, il che certo non lascia spazio a toni trionfalistici riguardo le performance del nostro comparto. Se consideriamo il 2 giugno come il ponte che apre all’estate, non possiamo a nostra volta fare azzardi su previsioni che sarebbero inevitabilmente sommarie. A incidere sulla nostra prudenza è l’incognita relativa alla durata dei conflitti: va da sé che, tanto più brevemente tutto si risolverà, quanto più la prospettiva si farà nitida. Per questo restiamo cauti, pur constatando che, ad oggi, nonostante tutto, il comparto non tradisce le aspettative».











