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Home » Università di Catania, cantiere aperto per il polo dell’health-tech
Economia

Università di Catania, cantiere aperto per il polo dell’health-tech

Sala StampaDi Sala StampaLuglio 2, 20263 min di lettura
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Università di Catania, cantiere aperto per il polo dell’health-tech

È un cantiere aperto, con i lavori che vanno avanti ormai almeno da un paio d’anni. Fuor di metafora, è un percorso che coinvolge mondo accademico, imprese consolidate e startup, medici, ricercatori ed esperti. Al centro di tutto c’è l’Università di Catania, che sta mettendo insieme competenze scientifiche, ricerca clinica e capacità imprenditoriali per costruire una filiera dell’health-tech: dalle biotecnologie alla diagnostica, dall’intelligenza artificiale alla sanità digitale.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La vetrina dei Benedettini

Di questo si parlerà nel corso di “Disruptive Innovation in Healthcare – Health-Tech Speed Date”, in programma al Monastero dei Benedettini. La seconda edizione dell’incontro organizzato dal Centro studi avanzato ILHM dell’Università di Catania riunirà oltre 130 relatori, con dieci tavoli di lavoro dedicati a intelligenza artificiale sanitaria, medicina personalizzata, gestione dei dati, nuovi modelli organizzativi, farmaci e startup life science.

«L’obiettivo è fare in modo che la ricerca universitaria non resti chiusa nei laboratori ma diventi innovazione utile, capace di arrivare nei percorsi di cura, creare imprese e generare nuove competenze», dice Elita Schillaci, direttrice del Centro studi avanzato ILHM. «Il digitale nell’ambito della salute richiede un lavoro comune fra università, ospedali, startup, imprese e investitori: è questa la rete che stiamo costruendo».

Dai software per i farmaci alla medicina di precisione

La mappa delle realtà che gravitano attorno all’ateneo dà già l’idea delle direzioni imboccate. Mimesis, spin-off promosso da Francesco Pappalardo, sviluppa software di simulazione ad alto contenuto tecnologico per la valutazione e la sicurezza dei prodotti medicinali. È uno dei campi nei quali l’informatica applicata può affiancare le fasi tradizionali della ricerca farmaceutica. Sul versante dei farmaci è in corso l’accreditamento di Pharmatrix, proposta da Vincenzo Micale e Gian Marco Leggio. La piattaforma punta ad accompagnare i candidati farmaci dallo scouting molecolare alla validazione preclinica, fino alla protezione della proprietà intellettuale e agli accordi di licensing. Nello stesso campo si muove Moltheria, altro progetto nell’iter di accreditamento, proposto da Simone Ronsisvalle, Giuseppe Forte, Cosimo Gianluca Fortuna e Piero Pavone. L’obiettivo è integrare modellistica molecolare, bioinformatica e intelligenza artificiale per formulare indicazioni terapeutiche personalizzate, con applicazioni nella neurologia pediatrica, nelle malattie rare, nelle patologie oncologiche infantili e nelle strategie antivirali. La diagnostica molecolare è un altro asse della filiera. A.I.D.A., promossa da Stefania Stefani, Dafne Bongiorno, Paolo Bonacci e Salvatore Petralia, sviluppa kit per biologia e oncologia molecolare destinati alla medicina di precisione. DGBiotech, iniziativa proposta da Massimo Gulisano, lavora invece su sistemi per la diagnosi molecolare e l’analisi rapida del Dna.

Il biotech e i nuovi materiali

Nel biotech opera WE.Mitobiotech, nata attorno a Vito Nicola De Pinto, Angela Anna Messina, Francesca Guarino, Simona Reina e Andrea Magrì. Il progetto punta allo sviluppo e alla validazione di molecole capaci di intervenire sulle disfunzioni mitocondriali, con possibili applicazioni nei settori farmaceutico, nutraceutico, cosmetico e veterinario. Nacture, promossa da Gianna Tempera, Rosanna Acquaviva, Daria Nicolosi, Simone Ronsisvalle e Carlo Genovese, sviluppa e commercializza sostanze ad attività biologica. ProBioEtna, avviata da Cinzia Randazzo, Cinzia Caggia e Alessandra Pino, lavora invece su ceppi e colture microbiche per prodotti nutraceutici con applicazioni alimentari, farmaceutiche, cosmetiche e mediche. Tra gli spin-off in fase di accreditamento c’è anche Medithera, che punta alla ricerca, produzione e caratterizzazione di molecole biologicamente attive di origine vegetale. Eclat, proposta da Riccardo Polosa, opera nello sviluppo di prodotti alternativi e potenzialmente a rischio ridotto rispetto al fumo di sigaretta. Fuori dal perimetro sanitario stretto, ma sempre nel campo del trasferimento tecnologico universitario, opera Midi Technology, promossa da Margherita Anna Ferrante, che sviluppa servizi di diagnostica e valutazione del rischio applicati ai beni culturali..

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