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Home » Vertice Nato, Governo al lavoro sulle spese militari. Si studiano ulteriori aumenti (ma lo spazio è stretto)
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Vertice Nato, Governo al lavoro sulle spese militari. Si studiano ulteriori aumenti (ma lo spazio è stretto)

Sala StampaDi Sala StampaLuglio 6, 20263 min di lettura
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Vertice Nato, Governo al lavoro sulle spese militari. Si studiano ulteriori aumenti (ma lo spazio è stretto)

L’obiettivo Nato del 5% nel 2035 è lontano, non solo a livello temporale. Ma l’Italia si è impegnata a mantenere una traiettoria di crescita, e Giorgia Meloni lo confermerà al summit di Ankara di martedì e mercoledì, dove si presenterà con le spese della difesa al 2,8% del Pil, con un aumento dello 0,71% garantito soprattutto dalle spese legate alla sicurezza interna, secondo quell’approccio multidominio su cui la premier insisterà. Secondo alcune fonti dell’esecutivo, gli impegni per il futuro potrebbero raggiungere il +0,3% nel 2027 e +0,6% nel 2028. L’aumento potrebbe valere complessivamente 17-18 miliardi di euro. Ma sono percentuali a geometrie variabili, precisano altre fonti nel governo, spiegando che si stanno valutando scenari per un aumento nel biennio o nel triennio.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’incrocio con la campagna elettorale

Le variabili non mancano, e l’ultima parola comunque spetterà a Meloni. La decisione è politica, e riguarda anche la redistribuzione delle spese tra capitoli prettamente di difesa e quelli legati alla sicurezza interna, che nell’ambito del 5% l’Alleanza Atlantica consente in una quota fino all’1,5%. Il tema è delicato, ancor più perché la maggioranza è di fatto entrata in una fase di lunga campagna elettorale e il tema spese militari è considerato impopolare. Non a caso i prestiti Safe non verranno richiesti almeno per il 2026, le riflessioni sul Purl (il sistema di acquisti di armamenti americani da girare all’Ucraina) sono congelate, e non sono in vista nuovi pacchetti di forniture militari a Kiev.

Alle viste un vertice breve

Il summit di Ankara sarà più breve dei precedenti. In nome dell’efficienza dei lavori, la Turchia padrona di casa ha limitato il programma dei leader a una cena ufficiale martedì sera a una sessione plenaria l’indomani mattina. I margini per le imprevedibilità di Donald Trump potrebbero così ridursi, così come anche le chance di incontri bilaterali. Uno con Meloni al momento non è in programma. Ma ogni contatto tra due sarà attenzionato dopo le tensioni di queste settimane. Sullo sfondo c’è anche il ridimensionamento delle presenze americane in Europa. «Non vedo alcun cambiamento all’orizzonte», ha detto l’ambasciatore Tilman J. Fertitta, riguardo a quelle nelle basi italiane. «Il vertice Nato di Ankara è stato costruito perché vada bene – ha spiegato il ministro della Difesa Guido Crosetto, che sarà ad Ankara come quello degli Esteri Antonio Tajani -. Gli impegni saranno rispettati, ogni Paese si presenta avendo fatto un pezzo del percorso che aveva detto di voler fare. Per cui io non vedo problemi da questo punto di vista più di quelli che abbiamo avuto al vertice scorso. Poi cosa dirà o farà Trump lo vedremo. Questo sarà un vertice molto breve, penso si esaurirà in tre o quattro ore».

Punto di arrivo il 2035

Crosetto in questi mesi all’interno del Governo ha insistito sulla necessità di incrementare le spese per la difesa, puntando sul fatto che si tratta di un investimento e non di un costo. «Abbiamo detto che non siamo in grado di raggiungere subito il target di spesa richiesto dalla Nato – ha spiegato il ministro -. Poniamoci come punto di arrivo il 2035, nel frattempo vediamo se evolve in positivo la situazione del mondo. Magari questo target potremmo in qualche modo sviarlo, ma intanto ci siamo mossi. Se tu vuoi far parte di questa alleanza devi rispettare gli impegni presi ed è quello che mi sono limitato a ricordare in questi giorni».

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