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Home » Vertice Nato, non solo fondi difesa: l’Italia gioca anche la partita del fianco Sud
Notizia

Vertice Nato, non solo fondi difesa: l’Italia gioca anche la partita del fianco Sud

Sala StampaDi Sala StampaLuglio 7, 20264 min di lettura
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Vertice Nato, non solo fondi difesa: l’Italia gioca anche la partita del fianco Sud

Non c’è solo quello dei fondi da destinare alla difesa tra i dossier più insidiosi del vertice nato di Ankara che si apre oggi, martedì 7 luglio. L’obiettivo Nato del 5% nel 2035 è lontano, non solo a livello temporale. L’Italia sarà chiamata a giocare le sue carte per orientare l’attenzione dei 32 paesi dell’Alleanza Atlantica sul fronte Sud, ovvero quel Mediterraneo che per noi risulta estremamente strategico. Da lì arriva infatti la spinta migratoria dall’Africa verso l’Europa, con rotte non controllate gestite da reti criminali che sfruttano l’instabilità politica. E lì c’è un paese, la Libia, che continua a registrare un vuoto di potere. Il Fronte Sud della Nato, spesso associato al concetto geopolitico di “Mediterraneo Allargato”, è dunque una priorità assoluta per la politica di difesa e la sicurezza nazionale dell’Italia. Per motivi storici, geografici e strategici, Roma ha sempre assunto il ruolo di principale promotore di questo quadrante all’interno dell’Alleanza Atlantica.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Gli sherpa del vertice hanno rivendicato di essere riusciti a far inserire nelle conclusioni del summit di Ankara un nuovo riferimento al fianco Sud, con il riconoscimento che le minacce provenienti da quell’area richiedono un’attenzione analoga a quelle che gravano sul fronte orientale.

Italia ponte naturale tra Africa e Alleanza atlantica

Ora più che mai, in un contesto che da anni vede la Nato riconoscere la priorità al fianco Est, complice la minaccia rappresentata dalla Russia. Dall’inizio del conflitto in Ucraina, l’attenzione si è inevitabilmente spostata in modo netto verso Est. L’Italia si muove per ricordare agli alleati la necessità di mantenere un approccio a 360 gradi. Anche perché Russia e Cina stanno espandendo la propria influenza economica e militare in Africa e nel Mediterraneo, accerchiando di fatto l’Europa da Sud. Il Fronte Sud diventa dunque, agli occhi dell’Italia, il punto di raccordo in cui la sicurezza nazionale coincide direttamente con la missione collettiva dell’Alleanza atlantica, trasformando il Paese nel ponte naturale tra la Nato e il continente africano. Il piano Mattei per l’Africa, presentato dal governo Meloni all’inizio del 2024, è un ulteriore tassello del mosaico.

Il dialogo tra Meloni e Erdogan

Il fianco Sud è una delle priorità che la premier Giorgia Meloni condivide anche con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, con il quale alla vigilia del vertice ha avuto una conversazione telefonica preparatoria in vista del summit. Palazzo Chigi ha riferito che i due leader hanno riaffermato l’impegno comune per il rafforzamento del rapporto transatlantico e della difesa comune all’interno della Nato, richiamando l’importanza del fianco Sud. Il colloquio ha inoltre consentito uno scambio sulla Libia, compresa la cooperazione nel contrasto ai flussi migratori irregolari e al traffico di esseri umani. Proprio la Libia rappresenta uno dei dossier sui quali Roma e Ankara stanno rafforzando il coordinamento. Il governo respinge però l’idea che vi sia un cambio di linea italiano dopo le recenti iniziative statunitensi: l’obiettivo resta quello sostenuto insieme alle Nazioni Unite, vale a dire favorire un percorso di unificazione del Paese coinvolgendo tutti gli attori regionali interessati.

La centralità del Mediterraneo Allargato

La recente “nuova distribuzione” delle responsabilità all’interno della struttura di comando dell’Alleanza Atlantica ha riconosciuto all’Italia il comando del Joint Force Command di Napoli (JFC). Il comando Nato di Napoli , con sede a Lago Patria (Napoli), è uno dei due comandi operativi di livello strategico dell’Alleanza atlantica in Europa. È il fulcro della strategia dell’Alleanza atlantica per il Mediterraneo, il Medio Oriente e il Nord Africa, ma ha competenza anche sui Balcani, area di importanza strategica per l’Italia. Coordina missioni chiave, tra cui Kfor in Kosovo e le attività di assistenza in Iraq. Storicamente, il comando del JFC di Napoli è sempre stato affidato a un ammiraglio a quattro stelle statunitense (che ricopriva contemporaneamente il ruolo di comandante delle forze navali USA in Europa e Africa). Il passaggio della guida a un alto ufficiale italiano rappresenta un riconoscimento formale del ruolo geopolitico dell’Italia e delle capacità operative delle Forze Armate italiane, in particolare della Marina Militare. Affidando Napoli all’Italia, l’Alleanza atlantica ha riconosciuto in via indiretta la posizione italiana, che è quella di considerare cruciale la stabilità del quadrante meridionale (che comprende il Mediterraneo, il Nord Africa e il Sahel). L’Italia si trova a svolgere, in ambito Nato, un ruolo di pivot per la gestione delle crisi a Sud, dal contrasto alle minacce ibride alla sorveglianza delle rotte energetiche e commerciali.

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