Ci sono voluti quasi quarant’anni, ma la riforma della polizia locale è legge. Il Parlamento ha approvato definitivamente il disegno di legge delega che riscrive funzioni, ordinamento e tutele degli agenti dei Comuni italiani. È il primo intervento organico dalla legge quadro del 1986. Cambiano le regole, aumentano le garanzie, si allargano gli strumenti a disposizione degli operatori. Arrivano nuove coperture assicurative in caso di infortunio, il patrocinio legale per i procedimenti legati all’uso delle armi o della forza, le bodycam e l’accesso alle banche dati delle forze di polizia dello Stato. Ma la riforma nasce con un problema finanziario: i 20 milioni di euro destinati al riordino per il 2026 sono stati azzerati dal decreto Sicurezza del governo Meloni. Il Parlamento approva, dunque, nuove disposizioni che comportano obblighi e potenziali costi per le amministrazioni comunali, senza prevedere risorse aggiuntive per sostenerli. E lascia irrisolto il problema più pesante: gli organici continuano a diminuire, mentre aumentano le attività e l’età media degli agenti.
Riforma della polizia locale, cosa cambia: bodycam, assicurazioni e nuove tutele
Il riordino interviene su alcuni aspetti centrali dell’attività della polizia locale. Tra le novità figurano le bodycam, che entrano tra le dotazioni degli agenti, e il rafforzamento delle garanzie assicurative, con nuove coperture in caso di infortunio.
Una delle modifiche più rilevanti riguarda la tutela legale del personale. Quando un agente finisce sotto processo per fatti commessi durante il servizio e connessi all’uso delle armi o della forza, le spese di difesa saranno sostenute dal Comune.
La copertura riguarda sia il ricorso a un avvocato di fiducia sia l’assistenza dell’avvocatura interna dell’amministrazione, dove presente. Una garanzia per gli operatori, chiamati a rispondere davanti alla magistratura di interventi compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni. Ma anche un nuovo onere economico per gli enti locali, che dovranno farsi carico delle relative spese.
Accesso al Ced del Viminale e alle banche dati della Motorizzazione
Si amplia anche la possibilità per gli agenti di consultare le informazioni necessarie ai controlli. La riforma consente alla polizia locale di accedere al Ced del ministero dell’Interno, il Centro elaborazione dati interforze, che raccoglie informazioni utilizzate dalle forze di polizia dello Stato per le attività investigative e di controllo.



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