In un Paese come l’Italia tra i più anziani al mondo, in cui l’età media supera gli 83 anni ma dove non si va oltre la soglia dei 65 anni in buona salute, la sfida è promuovere una longevità capace di valorizzare i singoli individui e la società così come di mantenere sostenibile il Servizio sanitario nazionale. Questi i temi al centro dell’Health & Longevity Summit 2026, promosso dal Gruppo Il Sole24 Ore e organizzato ieri a Milano con il contributo non condizionato di Ibsa. Ad aprire i lavori, il direttore del Sole-24Ore Fabio Tamburini – che in un quadro demografico complesso ha invitato ad «accompagnare i percorsi di longevità nel modo migliore» – e l’amministratore delegato del Gruppo Il Sole 24 Ore, Federico Silvestri. Occorre «investire in un cambio culturale – ha avvisato l’Ad – con un lavoro di squadra tra comunità scientifica e organi di informazione. Per questo il nostro Gruppo riserverà un’attenzione centrale ai temi della longevità e già nel 2027 daremo vita a un progetto dedicato su tutte le nostre piattaforme», ha annunciato.
Prevenzione parola-chiave
Prevenzione è la parola-chiave che ha attraversato il Summit, condotto da Nicoletta Carbone (Radio24) e che ha registrato oltre mille partecipanti in presenza e on line. A lanciare il tema, Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto Mario Negri: «Dobbiamo utilizzare bene il Ssn, che va preservato perché è una grande fortuna per noi e per quelli che verranno. Perché sopravviva, serve una rivoluzione basata sulla prevenzione», ha sottolineato. Si parte da gesti semplici: «Muoversi, mentre il 60% della popolazione italiana è sedentaria; dormire un numero congruo di ore, che consente di “pulire il cervello”; mangiare poco», ha detto il farmacologo. Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, ha inquadrato il nodo politico: «Con la prevenzione non si vincono le elezioni». Bertolaso ha riportato l’esempio virtuoso della vaccinazione con anticorpo monoclonale del 97% dei neonati contro il virus respiratorio sinciziale che dà la bronchiolite. Ma «non riusciremo a fare prevenzione bene se continueremo a subire la burocrazia, primo problema del Ssn», ha avvisato. Infine, il riferimento alla tecnologia come «strumento da impiegare al massimo». Anche con il supporto dell’Intelligenza artificiale, come ha sottolineato Victor Savevski, direttore AI Center di Humanitas: «La sfida è far rientrare l’AI in maniera sicura e sostenibile nel sistema sanitario», ha detto.
Cibo, movimento, socialità e generosità
Ma una vita lunga e in salute passa da comportamenti quotidiani: secondo Damiano Galimberti, specialista in Scienza dell’Alimentazione e fondatore di International Longevity Science Association, «lo Stile mediterraneo va oltre il concetto di Dieta mediterranea» e «include la socialità così come la capacità di respirare, magari guidati da App». Sottoscrive il campione olimpico Jury Chechi: consiglia «attività fisica giornaliera di almeno 20 minuti e stretching». Per il neuropsicologo Giuseppe Iannoccari (Assomensana), la scommessa è «avere un cervello che nonostante l’invecchiamento possa funzionare bene, arricchito dall’esperienza. Ma serve proattività per la longevità cognitiva», ha avvisato. Maria Vittoria Rava, presidente Fondazione Francesca Rava, accompagnata dalla madrina Arisa, consegna la sua esperienza: «Trattiamo i bambini fragili come se fossero i nostri figli. Lo facciamo nelle scuole, nelle case-famiglia e con le giovani donne. Occuparsi degli altri è un’altra ricetta di salute». Invecchiare bene significa anche promuovere la salute osteoarticolare: «Un’ora di movimento al giorno per un bambino e “snack di esercizio” per gli adulti, durante la giornata», è la ricetta del fisiatra Fabrizio Gervasoni, responsabile Cure domiciliari Fatebenefratelli Sacco di Milano. Il dolore però può impedire il movimento: per Silvia Tonolo, presidente Anmar, «nel 47% dei pazienti va affrontata la kinesiofobia cioè la paura di soffrire».
Come affrontare un corpo che cambia
Invecchiare significa anche confrontarsi con i cambiamenti nell’aspetto e nella sessualità. Per Maurizio Cavallini, presidente Agorà, «la medicina estetica deve aiutare a “portare bene” la propria età». Emanuele Bartoletti, chirurgo plastico, ricostruttivo ed estetico, riporta: «Oggi più del 40% degli uomini chiede trattamenti». Attenzione anche alla vita intima: “Il sesso è un marcatore cruciale di salute – avvisa Emmanuele Jannini, ordinario di Endocrinologia, Andologia e Sessuologia medica a Roma Tor Vergata -. Va evitato il “silenzio sessuale” nella coppia; il medico è essenziale eppure solo in un Ateneo si insegna Sessuologia medica». Per Marta Giuliani (AltraPsicologia), «servono specialisti che non “normalizzino” le difficoltà, a esempio nella menopausa».
Nelle Blue Zone il “talento della vita”
Il caso Blue Zone chiude il cerchio: «In uno studio condotto in quel laboratorio naturale che è l’Ogliastra in Sardegna, gli ultra centenari sono descritti come campioni di virtù morali. Il biopsicotipo che li rappresenta è il “talento della vita”: postura esistenziale da copiare», ha concluso Roberto Pili, presidente Comunità mondiale della Longevità.









