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Home » Vola il credito «compra oggi, paga domani», +127% in 3 anni
Economia

Vola il credito «compra oggi, paga domani», +127% in 3 anni

Sala StampaDi Sala StampaGiugno 25, 20263 min di lettura
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Vola il credito «compra oggi, paga domani», +127% in 3 anni

Velocissimo, senza particolari procedure e controlli, istantaneo. Dopo tre rate il debito è estinto. Il credito «buy now, pay later» ha conquistato rapidamente gli italiani entrando nella routine quotidiana degli acquisti online e non. Tra il 2022 e il 2025 il volume di credito erogato con la formula «compra oggi, paga domani» ha messo a segno un +127% con un secco effetto sostituzione sui tradizionali piccoli prestiti al consumo, quelli d’importo inferiore ai 1.500 euro, che accusano una flessione del 29%. È quanto emerge da «Il debito invisibile» l’ultimo focus Censis – Confcooperative, presentato ieri.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«Tra le imprese considerate vulnerabili dalla Banca d’Italia, la quota di debito detenuto nel 2026 si attesta al 35%. E il paradosso è crudele: il credito – aggiunge Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – si contrae esattamente per chi ne avrebbe più bisogno. Ci si indebita per sopravvivere, non per crescere. Non è un allarme per il futuro. È una fotografia del presente che rischia di complicarsi con la politica monetaria restrittiva della Bce».

Il fenomeno del Bnpl è molto diffuso tra i giovani, in particolare tra quelli della generazione Z si raggiunge una quota del 18,1% degli strumenti di credito utilizzati. Ancora più significativo: il 19% dei richiedenti è privo di qualsiasi storia creditizia. Si tratta di persone che si affacciano per la prima volta al credito attraverso una rateizzazione integrata in uno shopping online, senza mai aver avuto un rapporto esplicito con una banca. Il rischio è l’accumulo silenzioso. L’utilizzo simultaneo di più contratti Bnpl su piattaforme diverse genera obbligazioni di piccolo importo che sfuggono ai tradizionali indicatori di vulnerabilità finanziaria. Il debito invisibile si accumula rata dopo rata, spesso su beni a rapido deprezzamento come, per esempio, elettronica, abbigliamento e prodotti per la persona che coprono il 53,4% del Bnpl e diventa visibile solo quando smette di essere sostenibile.

Sul fronte delle imprese il rapporto Censis – Confcooperative fotografa una situazione in deterioramento. Il 38,6% delle aziende italiane con almeno 50 addetti giudica la situazione economica attuale peggiore rispetto al trimestre precedente, con punte del 43,7% nel Mezzogiorno. I dati Bce sul secondo trimestre 2026 indicano un inasprimento dei criteri di offerta sui prestiti alle imprese già in corso, mentre la domanda di finanziamenti per investimenti fissi cala e cresce quella per liquidità e capitale circolante segnale di imprese che gestiscono l’emergenza, non la crescita. Tra il 2024 e il 2025 i prestiti alle imprese ad alto rischio si sono già contratti del 2,2%; per le microimprese vulnerabili il calo è stato del 6,6%. Tra le imprese considerate vulnerabili da Banca d’Italia, la quota di debito si attesta al 35%. In uno scenario avverso quella quota potrebbe salire di ulteriori 5 punti percentuali.

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