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Home » L’Italia attira i grandi nomi della ristorazione internazionale: ecco le ultime aperture
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L’Italia attira i grandi nomi della ristorazione internazionale: ecco le ultime aperture

Sala StampaDi Sala StampaNovembre 21, 20253 min di lettura
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L’Italia attira i grandi nomi della ristorazione internazionale: ecco le ultime aperture

L’Italia è una delle patrie mondiali del gusto e anche l’ultima edizione della Guida Michelin, appena svelata a Parma, lo conferma. L’immenso patrimonio enogastronomico del Belpaese, intrecciato con arte, cultura e bellezza paesaggistica, rappresenta una calamita irresistibile non solo per i turisti stranieri, che ogni anno spendono 13 miliardi nei nostri ristoranti, ma a quanto pare anche per gli chef più celebri al mondo, che continuano a scegliere l’Italia come palcoscenico delle loro sfide gastronomiche (e magari aspirano a una fetta di quella clientela internazionale che sempre più affolla le città e le località turistiche tricolore).

Cédric Grolet, il re della pasticceria a Milano

Cèdric Grolet

Il pasticcere più celebrato al mondo, Cédric Grolet, ha deciso di puntare su Milano per aprire la sua prima boutique italiana. Dopo Parigi e Londra, il maestro delle illusioni dolci – celebre per i suoi frutti e fiori di zucchero, perfette opere di trompe-l’œil – ha trovato nel capoluogo lombardo la piazza ideale per dialogare con un pubblico cosmopolita e raffinato. Apre l’anno prossimo (ma non ha ancora dato dettagli della location) e la curiosità aumenta sempre più per il miglior pasticcere del mondo (titolo del 2017 dall’associazione Les Grandes Tables du Monde e nel 2018 dai World’s 50 Best Awards), con la sua precisione estetica e la ricerca spasmodica verso la perfezione. La sua scelta conferma la vocazione internazionale della città, che negli ultimi anni è diventata la capitale italiana più aperta all’innovazione gastronomica.

Alain Ducasse, il maestro a Napoli

Con oltre venti stelle Michelin conquistate nella sua carriera, lo chef più stellato al mondo, Alain Ducasse ha scelto l’Italia e Napoli per la sua prima firma nel Bel Paese (e subito è arrivata anche la stella). Di fronte al porto di Napoli ha aperto lo scorso anno al nono piano dell’hotel Romeo: «Cucinare in Italia vuol dire misurarsi con una cultura gastronomica popolare e colta al tempo stesso, in cui ogni ingrediente racconta una storia» racconta.

In cucina lo chef Alessandro Lucassino, giovane talento toscano che collabora con Ducasse da oltre un decennio. Vista sul golfo di Napoli, sul Vesuvio e sul Molo Beverello, con cucina a vista e un’atmosfera che fonde arte contemporanea, design e natura. Il menù nasce da un incontro tra la tecnica francese d’alta cucina e i sapori locali: prodotti come limoni di Sorrento, carciofi di Paestum, granchio blu, triglie di scoglio, fagioli di Controne sono valorizzati con cotture precise, spesso brevi, e uno sguardo moderno alla cucina mediterranea ma sempre nel rispetto della filosofia di “naturalité” di Ducasse.

La brigata del Ristorante Alain Ducasse a Napoli

Nusr-Et, il fenomeno globale che sceglie Milano

Non poteva mancare nella lista Nusr-Et, il celebre “Salt Bae” diventato virale sui social per il suo gesto di salare la carne. Con la sua catena di steakhouse, che non sembra in buone acque dal punto di vista finanziario, ha portato un concetto di ristorazione spettacolare e glamour. Dopo aver conquistato Dubai, Londra e New York, ha scelto Milano per una delle sue aperture più discusse. La decisione non è casuale: la capitale della moda e del design, con il suo flusso continuo di turisti internazionali, rappresenta una piazza strategica, capace di valorizzare un brand che vive di immagine e intrattenimento oltre che di cucina. Luci calde e d’atmosfera, carni pregiate, servizio scenografico e un pubblico cosmopolita che ama condividere ogni momento sui social. Sarà un successo o un flop? Intanto questa è la nuova apertura sulla bocca di tutti.

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