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Home » Aree di crisi: Gela e Venezia si dividono 32 milioni
Economia

Aree di crisi: Gela e Venezia si dividono 32 milioni

Sala StampaDi Sala StampaNovembre 28, 20252 min di lettura
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Aree di crisi: Gela e Venezia si dividono 32 milioni

Il Mimit ci riprova. Con un’apposita circolare diffusa ieri il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha disposto la riapertura degli sportelli per la presentazione delle domande di agevolazione riguardanti i progetti per la riconversione e la riqualificazione dei territori delle aree di crisi industriale di Venezia, Massa-Carrara e Gela, finalizzati al rilancio delle attività imprenditoriali e alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Le misure, che fanno ricorso al regime di aiuto della Legge 181/1989, prevedono lo stanziamento di circa 16 milioni di euro per l’area di crisi industriale complessa di Gela che comprende i Comuni di Gela, Niscemi, Mazzarino, San Cono, Acate, Vittoria, Caltagirone, Mirabella Imbaccari, San Michele di Ganzaria, Butera, Riesi, Caltanissetta, Delia, Marianopoli, Montedoro, San Cataldo, Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco, Sommatino, Aidone, Barrafranca, Piazza Armerina, Pietraperzia. Ed è di circa 16 milioni di euro la disponibilità finanziaria per l’area di crisi industriale complessa di Venezia.

Ammonta a 1,5 milioni di euro la disponibilità per l’area di crisi industriale non complessa della provincia di Massa-Carrara che comprende i Comuni di Carrara, Massa, Montignoso, Bagnone, Filattiera, Mulazzo, Pontremoli, Villafranca in Lunigiana, Zeri, Aulla, Casola in Lunigiana, Comano, Fivizzano, Fosdinovo, Licciana Nardi, Podenzana, Tresana.

I programmi d’investimento di imprese, cooperative, consorzi e reti d’impresa (costituite da un minimo di 3 e un massimo di 6 imprese) ammissibili alle agevolazioni devono prevedere la realizzazione di investimenti produttivi e/o investimenti per la tutela ambientale, progetti di ricerca e/o di sviluppo sperimentale, progetti per la formazione del personale, progetti di innovazione di organizzazione o di processo e programmi occupazionali volti al mantenimento o all’incremento degli addetti dell’unità produttiva oggetto degli investimenti.

La soglia minima delle spese ammissibili è pari a 1 milione di euro o 400 mila euro per singoli programmi di investimento in caso di presentazione dell’istanza da parte di reti di imprese.

Le agevolazioni saranno concesse nella forma del contributo in conto impianti, dell’eventuale contributo diretto alla spesa e del finanziamento agevolato, alle condizioni ed entro i limiti delle intensità massime di aiuto previste dal “Regolamento Gber”. Le misure saranno gestite da Invitalia per conto del Ministero.

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