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Home » Medici e infermieri: dallo scudo penale alla libera professione cosa slitta al 2026
Salute

Medici e infermieri: dallo scudo penale alla libera professione cosa slitta al 2026

Sala StampaDi Sala StampaDicembre 10, 20253 min di lettura
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Medici e infermieri: dallo scudo penale alla libera professione cosa slitta al 2026

Una proroga al 31 dicembre 2026 del cosiddetto “scudo penale” per gli operatori sanitari, vale a dire la disposizione che, sino al 31 dicembre di quest’anno, prevede la limitazione della punibilità ai soli casi di colpa grave per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose, qualora il fatto sia stato commesso nell’esercizio di una professione sanitaria e in situazioni di grave carenza di personale sanitario. Lo prevede la bozza del Dl milleproroghe atteso all’esame del Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva.

Pressing di Fnomceo per il rinvio di un anno

La proroga dello scudo penale era stata sollecita dalla Federazione degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo), anche attraverso una lettera del presidente, Filippo Anelli, al ministro della Salute, Orazio Schillaci, per evitare un vuoto normativo in attesa di una revisione della responsabilità professionale. La norma che stabilizza lo scudo, infatti, è contenuta nel riordino delle professioni sanitarie appena approdato in Parlamento e i tempi per la sua approvazione non si prevedono velocissimi. Secondo Fnomceo “le particolari condizioni di lavoro derivanti dalla carenza di personale, nonché dalla scarsità dei mezzi a disposizione, sono tali da dover sollevare i professionisti sanitari dalla responsabilità penale in tutti quei casi di morte o lesioni, eventualmente provocate ai pazienti, diversi dalla colpa grave, almeno fino a quando le attuali criticità non risulteranno risolte o quantomeno attenuate”.

Le altre misure sanitarie del Milleproroghe

Il Dl Milleproroghe, quest’anno, viene presentato in una forma più snella con solo 16 articoli. Molte le norme che prevedono la sanità. Viene prorogata di un anno (fino al 2026) anche la deroga temporanea al vincolo di incompatibilità per le professioni sanitarie dipendenti dal Ssn che permette in sostanza agli infermieri dipendenti e agli altri operatori volgere l’attività libero-professionale al di fuori dell’orario di servizio, ma richiedendo l’autorizzazione preventiva dell’Asl e rispettando precisi adempimenti. Proroga anche per le assunzioni a tempo determinato degli specializzandi già a partire dal penultimo anno di specializzazione. Infine slittano alcuni appuntamenti della riforma per la non autosufficienza: rinviati a settembre l’individuazione dei criteri per le priorità d’accesso ai servizi e alla composizione e modalità di funzionamento delle unità di valutazione multidimensionale per l’accertamento della non autosufficienza e per la definizione del Piano assistenziale individualizzato.

Assistenza sociale: un altro anno per definire i Lep

Rinvio di un anno anche dell’attività istruttoria connessa alla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep) con la scadenza spostata da fine 2025 al 31 dicembre 2026. La cornice dei Lep resta un nodo centrale nei rapporti tra Stato e territori e la Cabina di Regia avrà, dunque, un anno in più per superare le difficoltà tecniche nell’individuare i costi standard e i fabbisogni per garantire i servizi in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, a partire dai servizi di assistenza sociale.

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