Per Franz Di Bella, vice presidente vicario di Confindustria Catania è urgente aumentare i fondi e passare ora alla fase 2»
di Nino Amadore
Per Franz Di Bella, vice presidente vicario di Confindustria Catania è urgente aumentare i fondi e passare ora alla fase 2»
«La mobilitazione delle istituzioni ha consentito una gestione rapida dell’emergenza, mettendo in sicurezza i cittadini e limitando i danni. È stato un segnale importante di attenzione. Ma ora bisogna fare il resto e farlo in fretta». A parlare è Franz Di Bella, vicepresidente vicario di Confindustria Catania, che poi è l’area più colpita dalla violenza del ciclone Harry. Di Bella sgombera subito il capo: «Voglio dire che i soldi del Ponte sullo Stretto non si toccano, lo voglio dire chiaro. Le soluzioni vanno trovate ma con altre risorse: per noi il Ponte rappresenta una prospettiva di sviluppo».
La fase emergenziale può dirsi conclusa?
È indispensabile passare alla fase più delicata: quella della ricostruzione. È qui che emergono le criticità più complesse, soprattutto per le lungaggini burocratiche e le difficoltà operative che rischiano di rallentare la ripartenza delle imprese.
I ristori previsti sono sufficienti?
Purtroppo no. Le misure adottate fino ad oggi sono tutt’altro che incisive. Parliamo di ristori strutturati con il 40% a fondo perduto e il 60% a tasso zero: una formula che non è adeguata rispetto ai danni ingentissimi subiti da tante aziende. Questi aiuti non coprono neppure una parte significativa dei costi necessari alla ricostruzione.








