«Serve nelle scuole un’educazione di tipo preventivo, un lungo processo di inclusione che deve essere costruito tra la famiglia e la scuola. Se si riconosce il disagio è possibile affrontarlo al meglio. Dopo il successo del film, e nonostante la fatica emotiva, voglio continuare i miei tour negli istituti italiani. Molti giovani si sono riconosciuti nelle immagini del film». A dirlo è Teresa Manes, la madre del ’Ragazzo dai Pantaloni rosa’, Andrea Spezzacatena – il quindicenne romano che si è tolto la vita il 20 novembre 2012 dopo essere stato vittima di insulti e umiliazioni- parlando in videocollegamento durante la conferenza stampa di presentazione, al Teatro Sistina di Roma, del musical ’Il ragazzo dai pantaloni rosa’ diretto da Massimo Romeo Piparo.
Il bullismo distrugge
«Il bullismo – ricorda Teresa Manes- cambia la vita, ti distrugge, crea immensa sofferenza. Un fenomeno da arginare, multiforme. Spesso legato anche al pregiudizio che nasce dall’indifferenza degli adulti e al linguaggio. Il linguaggio – prosegue Teresa Manes – è la prima forma di violenza». Il 7 febbraio è la “Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo”, istituita nel 2017, su iniziativa del Miur, per contrastare un’emergenza che riguarda soprattutto adolescenti e preadolescenti e che colpisce, in particolare, gli individui considerati deboli o “diversi”.
Episodi offensivi per il 68,5% degli 11-19enni
Secondo l’indagine “Bambini e ragazzi: comportamenti, atteggiamenti e progetti futuri”, presentati dall’Istat nel giugno scorso, il 68,5% degli 11-19enni ha subìto qualche episodio offensivo, aggressivo, diffamatorio o di esclusione, sia online che offline. IL 21% di loro è stato vittima di comportamenti simili più volte al mese, mentre per circa l’8% la frequenza è stata quanto meno settimanale. I maschi più delle femmine (”!,5% contro 20,5%). L’indagine ha coinvolto un campione di 39.214 giovani, rappresentativo dei 5 milioni e 140mila ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 19 anni residenti in Italia. Gli atti di bullismo hanno interessato il 22,1% dei giovani del Nord-est, il 21,6% di quelli del Nord-ovest e il 21% del Centro, il 20% nel Mezzogiorno.
Offese e insulti per i ragazzi, esclusione per le giovani
Secondo il report oltre il 14% degli 11-19enni ha subìto offese e insulti più volte al mese e un giovane su 10 è stato vittima di esclusione con frequenza anche maggiore. Per i ragazzi il bullismo si manifesta soprattutto attraverso offese e insulti (16% rispetto al 12,3% delle femmine), l’impatto dell’esclusione per le ragazze è superiore al 12% (contro l’8,5% riscontrato tra i maschi).
Rumeni e ucraini i più bullizzati
Rumeni e ucraini risultano i più bullizzati. Il 26,8% dei ragazzi stranieri dichiara di avere subìto, nell’ultimo anno, comportamenti offensivi, non rispettosi e/o violenti con una cadenza più che mensile contro il 20,4% riscontrato tra i coetanei italiani. Tra alcune collettività straniere il fenomeno è più accentuato: i ragazzi di nazionalità rumena e ucraina sono più frequentemente vittime di atti di bullismo, rispettivamente il 29,2% e il 27,8 per cento.


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