La Lega insiste: «La proposta per consentire l’azionariato popolare nelle società sportive, a partire dai club calcistici, è importante, ragionevole, già approvata dalla Camera e dalla Commissione con condivisione del governo. Auspichiamo possa andare avanti fino all’approvazione definitiva in Senato». A spingere provvedimento è il leader della Lega Matteo Salvini e il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari.
Rinvio senza data
Al Senato l’esame del ddl è stato rinviato sine die. Forza Italia aveva rimarcato la necessità di chiarire «aspetti di compatibilità» delle nuove norme «con le regole che riguardano le società, soprattutto quelle professionistiche, che vanno bilanciate» soprattuto nel caso di società quotate in Borsa. Il capogruppo azzurro Maurizio Gasparri aveva annunciato una riunione di maggioranza in settimana.
Il ruolo di Lotito
Il ddl, di iniziativa della Lega, è stato approvato alla Camera il 23 aprile 2024. E dopo essere rimasto per mesi nella commissione Cultura e sport del Senato, la settimana scorsa ha avuto il via libera unanime e senza modifiche. All’origine del congelamento del testo ci sarebbe stato un pressing del senatore Claudio Lotito, che è anche presidente della Lazio. Lotito avrebbe espresso riserve su alcuni aspetti del provvedimento, proponendo ad esempio di escludere la partecipazione popolare per le società professionistiche, lasciandole per le altre.











