“Abbiamo due aspetti della migrazione: le migrazioni interne e le migrazioni verso l’estero. Il saldo migratorio verso l’estero ci vede sfavoriti dal punto di vista delle caratteristiche di competenza e qualificazione. Noi importiamo immigrati che hanno basse caratteristiche di competenza e titoli di studio ed esportiamo invece titoli di studio molto elevati, è molta alta la percentuale di laureati che vanno all’estero. Quindi il saldo migratorio da questo punto di vista è molto sfavorevole”. A spiegare alcuni degli effetti della transizione demografica in atto sulla crescita economica e sul mercato del lavoro è la presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio Lilia Cavallari.
“C’è poi un tema di numerosità dell’immigrazione, da 200 mila all’anno si passa a meno di 150 mila nel giro di qualche decennio e questo è un problema soprattutto per alcuni settori, dall’agricoltura, al turismo, settori che potranno registrare carenze di personale”.








