Gli effetti del Cbam si fanno sentire sull’industria dei pannelli. Introdotto lo scorso 1° gennaio, il Carbon Border Adjustment Mechanism è una normativa Ue che introduce una tassa sulle importazioni di materie prime e semilavorati che, per essere prodotti, generano elevate quantità di CO2. Tra queste l’urea, un derivato del gas naturale utilizzato prevalentemente in agricoltura come fertilizzante (per l’85%), ma anche nell’industria come base per la produzione di colle.
Una norma che, secondo le stime di Assopannelli, porterà a un aumento dei costi di importazione dell’urea (la cui produzione in Europa è drasticamente diminuita negli ultimi anni, in seguito all’aumento dei costi del gas) e, di conseguenza dei costi di produzione dei pannelli, fino al 12% in più. I primi rincari si stanno già facendo sentire, anche se, a oggi, si tratta di incrementi nell’ordine del 2-3%, quindi ancora non arrivati sui settori a valle della filiera, come l’arredamento.
Né servirà a evitare questa prospettiva la proposta della Commissione europea di sospendere, per un anno, i dazi della nazione più favorita (Npf) sulle importazioni di diversi fertilizzanti azotati essenziali e di input per la loro produzione (ammoniaca, urea). La sospensione tariffaria sarà applicata a tutti i paesi, ad eccezione di Russia e Bielorussia (per le quali invece si dovrebbe assistere a un ulteriore giro di vite tariffario nell’ambito della revisione delle sanzioni), attraverso contingenti tariffari esenti da dazi.
«Guardiamo con attenzione alla proposta della Commissione europea e, pur con evidenti limiti rispetto alle criticità del settore, ne apprezziamo i tentativi di miglioramento – commenta infatti Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo -. Dalle analisi emerge che la quota di importazioni di urea proveniente da Paesi effettivamente soggetti ai dazi è marginale rispetto al totale e i principali Paesi da cui importiamo non applicano alcun dazio».
La richiesta delle imprese del legno è dunque che si possa andare oltre, sospendendo l’applicazione del Cbam sull’ urea: «l’impatto reale della sospensione dei soli dazi sarebbe limitato e non compenserebbe i costi aggiuntivi derivanti dall’ entrata in vigore del meccanismo Cbam», aggiunge Fantoni.









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