La commissione Bilancio del Bundestag ha approvato l’acquisto di droni “kamikaze” per le Forze armate tedesche (Bundeswehr), per un valore iniziale di circa 540 milioni di euro. Lo ha riferito Welt. Si tratta di “loitering munition” (munizioni circuitanti), ovvero sia droni armati con esplosivo, capaci di sorvolare un’area e colpire un bersaglio su comando; una tipologia di armi divenute centrali nella guerra in Ucraina.
Il tetto imposto dal parlamento
Il parlamento ha imposto un tetto di un miliardo per contratto e maggiori obblighi di trasparenza, ridimensionando un piano iniziale che sarebbe potuto arrivare fino a 4,3 miliardi. Il ministro della Difesa Boris Pistorius ha definito la decisione «un passo importante» per modernizzare l’esercito, pur sottolineando che il ruolo dominante dei droni nei conflitti futuri non è garantito. Le prime forniture saranno assegnate inizialmente alla “Brigata Lituania”, unità tedesca schierata sul fianco orientale della Nato; area considerata strategica alla luce delle tensioni con la Russia. L’esercito prevede di costituire entro il 2029 sei unità operative dotate di questi sistemi.
Le polemiche
La scelta ha suscitato polemiche per la partecipazione minoritaria dell’investitore statunitense Peter Thiel in una delle aziende coinvolte, ma il governo ha escluso che quest’ultimo possa esercitare un’influenza operativa. Inoltre, la legge tedesca prevede verifiche obbligatorie per investimenti stranieri rilevanti nel settore della difesa.
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