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Home » Camilla, Federico, Giulia, Christian e i 300 ragazzi del progetto duale di Allianz
Economia

Camilla, Federico, Giulia, Christian e i 300 ragazzi del progetto duale di Allianz

Sala StampaDi Sala StampaMarzo 6, 20266 min di lettura
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Camilla, Federico, Giulia, Christian e i 300 ragazzi del progetto duale di Allianz

Camilla Ferrari oggi lavora in UniCredit Allianz Assicurazioni dove si occupa di comunicazione. Dieci anni fa era una studentessa del liceo scientifico Salesiani Sant’Ambrogio di Milano e si è voluta mettere alla prova con un’esperienza molto sfidante, per capire cosa la aspettava da grande. Si è candidata con successo al progetto dualità scuola lavoro della compagnia assicurativa Allianz, che è arrivato alla sua decima edizione con il coinvolgimento di oltre 300 ragazzi. Oggi Camilla – che a 26 anni fa parte dei veterani della community degli studenti che hanno partecipato al progetto – dice che quando pensa al suo primo giorno di lavoro pensa a quando per la prima volta è arrivata da studente in Allianz. «Ho un ricordo molto limpido, ero stata assegnata alla Sales Academy per creare corsi per agenti assicurativi. Avevo 16 anni ma per la prima volta mi sono sentita adulta e ho visto da dentro, dalla mia postazione, che cos’è il mondo del lavoro. L’esperienza mi ha aiutato a migliorare soprattutto le mie soft skills e a superare quel “non lo so” con cui mi veniva da rispondere a tutti coloro che mi chiedevano cosa volessi fare da grande». Cosa ha capito? «Ho capito, anche grazie alla mia esperienza che volevo studiare comunicazione e oggi, dopo la laurea in Economia mi occupo appunto di comunicazione in una delle società del gruppo dove ho trovato il giusto match tra quello che ho studiato e quello che volevo fare».

Nella Torre Allianz di Milano, per fare il bilancio dei 10 anni del progetto dualità scuola lavoro, si è riunita un po’ tutta la community dei 300 ragazzi che vi hanno partecipato, dal 2017, quando, ricorda Carmela Palumbo, capo del dipartimento per il sistema educativo del ministero dell’Istruzione e del merito, venne firmato il protocollo d’intesa «riconoscendo il progetto come best practice». Siamo di fronte, continua Palumbo «a un’esperienza esemplare di apprendistato di primo livello nel nostro Paese, aperta a studenti dei licei e degli istituti tecnici». La formula è molto attrattiva, anche se, come ricorda la responsabile risorse umane, Letizia Barbi, «all’inizio non è stato facile coinvolgere le scuole. Guardando a questi dieci anni ho visto tre evoluzioni parallele: i giovani che si sono trasformati da studenti a giovani professionisti, il progetto che abbiamo affinato anno dopo anno e poi la nostra organizzazione: il dialogo tra le diverse generazioni ha generato un valore inatteso». Al punto che il direttore generale di Allianz, Maurizio Devescovi, continua a parlare di «investimento a favore della comunità. Abbiamo voluto creare un modello che ha dimostrato come l’integrazione tra scuola e lavoro possa creare autentiche opportunità per i giovani, non necessariamente al nostro interno. E abbiamo visto anche l’importante valore di orientamento che l’esperienza ha consentito a molti». A questo proposito è emblematica la storia di Giulia Russo, che a 18 anni frequenta l’ultimo anno al Liceo Classico Beccaria di Milano e quest’anno dovrà scegliere cosa fare dopo l’esame di maturità. «Quando sono arrivata in Allianz ho subito detto che avrei voluto iscrivermi a giurisprudenza all’Università. La mia convinzione era più dovuta al percorso di mia madre e alla volontà di seguirne le orme che non a un sogno mio. Il mio sogno è fare il medico». Dato il suo desiderata la compagnia ha deciso di inserire Giulia nell’ufficio legale: «Lì ho potuto toccare con mano cosa un laureato in giurisprudenza può fare in azienda e la complessità del suo lavoro. Ho capito, in questi due anni, che anche se mi piaceva molto lavorare in azienda, forse giurisprudenza non era quello che volevo fare. E ho deciso che dopo la maturità tenterò il test a medicina. Se dovesse andare male, l’opzione azienda resta comunque valida perché per me è stata un’esperienza molto positiva».

Jorg Buck, consigliere delegato di Ahk Italien ricorda come «l’esperienza duale si sia anche internazionalizzata con l’avvio di scambi tra studenti italiani e tedeschi per poter fare esperienze sia in Italia che in Germania. Il progetto Allianz per noi racchiude il senso del fare sistema: imprese che collaborano con istituzioni e scuole per costruire percorsi di qualità che generano un vantaggio competitivo per i giovani, riducendo il mismatch tra competenze e mercato del lavoro». Tra le opportunità, racconta Federico Cristiani, c’è stata per esempio quella di imparare «a definire le priorità». Federico è un nuotatore paralimpico con un’agenda molto fitta di impegni tra gli studi, prima al liceo linguistico e oggi all’Università dove è iscritto a Scienze della comunicazione, e gli allenamenti molto intensi. «La mia esperienza è stata proprio nel dipartimento Risorse umane e lì ho imparato quanto la comunicazione sia all’interno dei team che all’esterno sia determinante, per cui per me poi è stato naturale iscrivermi a Scienze della comunicazione». Anche per Christian Patricio Vargas i due anni in Allianz sono stati anni in cui ha imparato molto sul fronte «del time management. Ho imparato a fare tutto dedicando il giusto tempo e la giusta attenzione. La mia esperienza in Data program management mi ha fatto sentire parte di un gruppo che mi ha sempre accompagnato in tutto quello che ho fatto, dandomi poi sempre più autonomia. Certo a livello scolastico all’inizio ho fatto fatica perché non è facile conciliare i giorni di scuola che si perdono e quindi il programma, con questa esperienza, ma la ricchezza che mi ha dato è anche questa: la capacità che ho imparato di organizzarmi meglio».

Venendo a qualche dato pratico, il progetto ha alcune caratteristiche distintive. Coinvolge ogni anno 30 ragazzi che arrivano da 7 tra istituti tecnici e licei coinvolti nel progetto tra Milano e hinterland. Le due edizioni attualmente in corso vedono la partecipazione di 60 ragazzi di terza e quarta superiore che hanno un contratto di apprendistato part time al 30% con una retribuzione annua lorda di 8mila euro e tutti i benefit aziendali, dal buono pasto alle spese mediche, alle polizze assicurative. L’elemento distintivo del progetto Allianz è avere coinvolto anche i ragazzi dei licei, una scelta che pone l’orientamento professionale come finalità primaria. Il progetto si sviluppa in 2 anni: durante l’anno scolastico gli studenti lavoratori trascorrono 3 giorni al mese in azienda, dove interagiscono con diverse funzioni aziendali e sviluppano soft skill come il lavoro in team e il public speaking, oltre ad acquisire competenze specifiche nel settore assicurativo. Nei mesi estivi invece vengono inseriti a tempo pieno nelle varie aree aziendali, con la possibilità di fare un’esperienza formativa concreta on the job. Alla fine del progetto biennale gli studenti elaborano un progetto di gruppo, anche in smart working, una modalità di lavoro su cui Allianz è un’azienda pioniera e all’avanguardia nel nostro Paese, con un modello ideato oltre un decennio fa. Alla fine dell’esperienza i ragazzi ricevono l’attestato di Junior specialist in insurance and financial services, certificiato dual project e riconosciuto in tutta Europa, dove viene considerato un elemento concreto da inserire nel curriculum che apre le porte del mercato del lavoro.

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