La crisi in Medio Oriente non comporta conseguenze soltanto sul petrolio o il gas. La zona è strategica per l’economia italiana anche per la vendita di prodotti Made in Italy: l’export manufatturiero vale 27,8 miliardi di euro, il 4,6% del totale.
Nel 2025 è aumentato l’export verso il Medio Oriente
Un fenomeno in crescita, come testimoniano i dati di Confartigianato. Nei primi undici mesi del 2025, l’export verso il Medio Oriente è salito del 7,9%. E sono in crescita anche i due principali mercati italiani nella zona: gli Emirati Arabi Uniti (+18,5% nel 2025) e l’Arabia Saudita (+3,7% nel 2025). Rispettivamente, i due Paesi valgono 9,1 miliardi e 6,3 miliardi di euro in esportazioni.
Tra gli altri mercati in espansione c’è il Kuwait (+57,2% nel 2025), raggiungendo 1,9 miliardi di euro di export, e il Libano (+18,5% nel 2025), con 971 milioni di euro. Al contrario, segnano una diminuzione delle vendite del made in Italy il Qatar (-14,6%), con 2 miliardi di euro, l’Iraq (-1,6%), con 965 milioni di euro, e Israele (-0,8%), con 3,4 miliardi di euro.
L’export delle Regioni in Medio Oriente: Toscana la più esposta, al Sud peso più basso
Per l’Italia, insomma, tutto l’export verso il Medio Oriente vale l’1,28% del Pil. Confartigianato, elaborando i dati Istat, rivela che il peso sul prodotto interno lordo è diverso di Regione in Regione. Ad esempio, è basso in tutte le Regioni del Sud. Il massimo, infatti, si registra in Sicilia e in Sardegna, con un’esposizione dello 0,6% del Pil.
La più esposta, invece, è la Toscana: lì le esportazioni manifatturiere verso il Medio Oriente valgono 4 miliardi, pari al 2,94% del Pil regionale. Seguono l’Emilia Romagna (3,4 miliardi: l’1,79% del Pil), il Veneto (3,3 miliardi: l’1,69% del Pil), la Lombardia (8,2 miliardi: l’1,67% del Pil) e il Friuli Venezia Giulia (725 miliardi: l’1,61% del Pil).
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