L’ultima notizia sul caso Minetti è che le indagini sono ancora in corso, anche con il coinvolgimento della polizia internazionale. Dopo gli accertamenti celeri del ministero della Giustizia, che ha presentato la richiesta di grazia della ex consigliera regionale della Lombardia al Quirinale, adesso sono in corso quelli della Procura generale della Corte d’Appello di Milano, di concerto con l’Interpol. Intanto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha raggiunto Palazzo Chigi, dove ha incontrato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Secondo quanto è stato riferito, il colloquio era già previsto ed è incentrato sull’esame di alcuni provvedimenti.
I dubbi sulla grazia
Andiamo con ordine. A febbraio è stata concessa la grazia dal capo di Stato Sergio Mattarella a Nicole Minetti, che aveva cumulato 3 anni e 11 mesi di condanne per favoreggiamento della prostituzione e peculato. Il provvedimento di clemenza è stato attivato a causa della sua situazione familiare, in particolare per le condizioni di salute di un minore oltreoceano che aveva adottato.
Ma da allora, con un’inchiesta partita dal Fatto quotidiano, sono sorti dubbi sulla situazione familiare del minore. Così, il Quirinale – oltre a ribadire che non può effettuare verifiche sugli atti di grazia che arrivano dal ministero della Giustizia – ha chiesto al Guardasigilli di effettuare ulteriori verifiche.
Il parere della Corte di Appello di Milano che «potrebbe cambiare»
Arriviamo alle ultime ore. Intanto, è stata messa in mezzo la Procura generale della Corte di Appello di Milano, che ha espresso parere favorevole alla richiesta di grazia. Per questo, infatti, ha chiesto da subito il permesso al ministero della Giustizia di poter tornare sul caso.
Ora, è stata coinvolta anche l’Interpol, cioè l’organizzazione internazionale della polizia criminale. «Di concerto con il procuratore generale siamo già attivati per le verifiche», ha detto il sostituto procuratore della Corte d’Appello di Milano, Gaetano Brusa, dalle forze nostre di polizia a quelle dell’Interpol, con massima urgenza. Andremo avanti finché non troviamo tutti gli elementi, positivi o negativi. Ripeteremo accertamenti anche in Italia sull’autenticità di documenti sanitari e altro. Tutte le circostanze sono oggetto di accertamento: dalle modalità di adozione all’estero alla morte del legale della madre biologica del bimbo. Se incontreremo ostacoli faremo un passo successivo per una rogatoria».






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