Il nodo liste d’attesa
Le difficoltà di accesso alle cure tempestive rappresentano infatti una sfida sia per le diagnosi tempestive (a esempio per l’endometriosi il ritardo diagnostico stimato è di 7-10 anni dal primo sintomo) sia per incidere sulla rinuncia alle cure. Nel 2024 una persona su 10 ha rinunciato alle cure, principalmente per lunghi tempi di attesa (6,8% della popolazione). Dati che trovano riscontro sulla capacità del Ssn di rispettare le priorità apposte sulla ricetta. A dicembre 2025, il 75% delle persone che avevano bisogno di una visita neurologica urgente (entro 3 giorni) ha atteso fino al doppio del tempo (6 giorni); per priorità entro 10 giorni, il 75% ha atteso fino a 23 giorni (più del doppio), per priorità a 30 giorni, il 75% ha atteso fino a 82 giorni; solo 15 giorni di differenza per la priorità a 120 giorni: il 75% ha atteso fino a 135 giorni.
Nel triennio 2022-2024, il 5% delle famiglie ha incontrato molte difficoltà a raggiungere tre o più servizi essenziali, come farmacie e pronto soccorso, con differenze marcate a seconda della grandezza del comune (la difficoltà è più che raddoppiata nei comuni fino a 2000 abitanti 11,1%) e nord-sud: si va dal minimo di 2,6% delle famiglie nella Provincia autonoma di Bolzano/Bozen a percentuali più che triple in Campania (8,9%) e in Calabria (8,4%).
E ancora scontiamo i più bassi livelli di fiducia nella capacità di autogestire la salute, come riferiscono gli stessi pazienti: 24,3%, rispetto alla media OECD 58,9% e oltre il 90% della Francia; sempre in fondo alla classifica per la fiducia nella propria capacità di utilizzare informazioni internet (4,9% Italia contro 19,3% della media OEC e oltre il 30% della Francia) – dati Surveys (PaRIS), OECD.
Più telemedicina
Avanziamo con l’uso della telemedicina, che ha permesso l’accesso ai servizi sanitari a 204.865 assistiti, con 356.358 prestazioni erogate in 12 mesi (2024-2025), ma non è noto se ci sia un’efficace distribuzione in base alle situazioni di disagio territoriale (es. aree interne o mal collegate con il trasporto pubblico) e dei pazienti. Il PNRR ha previsto la digitalizzazione di 280 strutture ospedaliere e l’estensione della telemedicina ad almeno 300.000 persone.
Le digital therapeutics (DTX) ancora non hanno una regolamentazione chiara in Italia, ma nel 2024 al livello globale già erano presenti 93 DTX (37% psichiatria, 14% endocrinologia, 10% reumatologia e oncologia).










