Conta l’età di comparsa dell’obesità
Ma il dato che colpisce maggiormente riguarda l’età di comparsa dell’obesità. Secondo i ricercatori, sviluppare obesità prima dei 30 anni amplifica ulteriormente il rischio oncologico. Negli uomini l’obesità precoce si associa a un rischio cinque volte maggiore di tumore al fegato, a un rischio raddoppiato di tumore del pancreas e carcinoma renale e a un aumento del 58% del rischio di tumore del colon rispetto a chi non è mai stato obeso.
Nelle donne che sviluppano obesità prima dei 30 anni il rischio di tumore dell’endometrio risulta 4,5 volte più alto, mentre aumentano del 67% i tumori del pancreas, raddoppiano i carcinomi renali e cresce del 76% il rischio di meningioma.
Per gli autori, questi risultati indicano che la durata dell’esposizione all’obesità è un elemento decisivo nello sviluppo del cancro. Più a lungo il metabolismo resta alterato, maggiore sarebbe l’effetto cumulativo dei processi biologici associati all’eccesso di peso.
Le differenze tra uomini e donne
Lo studio mette anche in evidenza differenze significative tra uomini e donne. Nelle donne, l’aumento di peso dopo i 30 anni appare fortemente collegato al tumore dell’endometrio, al tumore al seno dopo la menopausa e al meningioma, tutti tumori influenzati dagli ormoni sessuali. Negli uomini, invece, le associazioni più forti emergono quando l’aumento di peso avviene prima dei 45 anni, soprattutto per il tumore del fegato e quello dell’esofago.
Secondo i ricercatori, i principali meccanismi biologici che legano obesità e cancro comprendono infiammazione cronica, insulino-resistenza, alterazioni della segnalazione insulinica e del metabolismo degli ormoni sessuali. Nel caso del tumore dell’esofago potrebbe contribuire anche il reflusso gastroesofageo, più frequente nelle persone obese.










