Sessanta giorni. È questo il tempo che il ministero della Cultura avrà per esercitare la prelazione su Teatro delle Vittorie e Palazzo Labia: non adesso, non sulla semplice manifestazione d’interesse, ma dopo la notifica del contratto di compravendita con l’aggiudicatario della procedura. E allo stesso prezzo.
L’entrata in partita del Mic
La partita sugli immobili storici Rai, dunque, con l’ingresso in scena del ministero della Cultura si alimenta di un altro possibile epilogo, dopo le polemiche delle ultime settimane in seguito all’entrata nella fase operativa del piano immobiliare della Rai – che prevede cessioni di asset come, appunto, Teatro delle Vittorie e Palazzo Labia, fra gli altri – e alla presa di posizione dell’ad Rai, Giampaolo Rossi, che dalle colonne del Sole 24 Ore ha fatto sapere che la Rai procederà sul piano immobiliare e sulle cessioni senza indietreggiare.
La procedura di vendita
La gara va avanti. Nel piano è prevista la vendita di 15 immobili di pregio, pari al 23% dell’intero patrimonio, per realizzare quasi 250 milioni di euro. «RAI invita i soggetti interessati a presentare la propria manifestazione di interesse preliminare, indicativa e non vincolante, per l’acquisto del Portafoglio entro le ore 12:00 del 22 maggio 2026», come si legge sul sito rai nella pagina dedicata al Piano Immobiliare.
La procedura competitiva sul patrimonio immobiliare del servizio pubblico – per la quale la Rai si sta servendo, in qualità di advisor, da Kpmg Advisory, Kroll Advisory e BonelliErede – stando alle prime valutazioni avrebbe raccolto interesse dal mercato. Ora anche dalle istituzioni dopo che il Mic ha comunicato il proprio interesse per Palazzo Labia a Venezia e per il Teatro delle Vittorie a Roma, «con l’obiettivo – si legge in una nota – di valutare percorsi di valorizzazione culturale dei due immobili di particolare rilievo storico e artistico».
L’interesse pubblico
Il punto è proprio questo: la Rai cerca di alleggerire un portafoglio di immobili considerati costosi, non più centrali rispetto alle esigenze produttive e bisognosi di interventi mentre il Ministero prova a tenere aperta una strada pubblica per due beni che considera di interesse pubblico: il Teatro delle Vittorie, a Roma, in quanto pezzo della memoria televisiva italiana e Palazzo Labia, a Venezia, con gli affreschi del Tiepolo.












