Tre mesi di guerra in Iran e un tema, quello dei carburanti e degli interventi governativi per calmierare i prezzi, che è ancora in piedi. Ma forse non per molto. Perché il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, a una settimana dalla quarta scadenza del taglio alle accise dell’esecutivo (il 6 giugno), ha lasciato intendere che stavolta non è scontata una proroga. «A oggi – ha detto – non abbiamo previsto un altro intervento sulle accise». Anche perché in mezzo dovrebbe arrivare la risposta da Bruxelles all’Italia, che ha chiesto una maggiore flessibilità sul Patto di stabilità in materia di energia.
Come si è evoluto lo sconto accise
Intanto, facciamo il punto delle puntate precedenti. Lo sconto sulle accise è stato messo in piedi per la prima volta col Consiglio dei ministri del 18 marzo: 24,4 centesimi al litro in meno sia per la benzina che per il gasolio. Così è stato fino all’1 maggio (compreso). Poi, dal 2 al 22 maggio, il taglio è rimasto identico per il gasolio ed è stato portato a 6,1 centesimi al litro per la verde. Dal 23 maggio al prossimo 6 giugno, invece, non è stato toccato l’intervento sulla benzina ma è stato dimezzato quello sul diesel (-12,2 centesimi). Costo totale: circa 2 miliardi di euro.
Dall’andamento, comunque, è chiaro che l’obiettivo sia quello di ridurre l’entità della “mano” governativa. Facendolo, anche questo è evidente, in modo progressivo, per evitare shock improvvisi alle pompe di benzina. Oggi, così, arriviamo a un prezzo medio della benzina che è di 1,960 euro al litro e quello del gasolio di 2,041 euro. Come sono messi gli altri Paesi europei?
Benzina, Italia meno cara di Germania e Francia (anche senza taglio accise)
Ci aiuta il bollettino settimanale della Commissione Europea a rispondere. Pubblicato il 28 maggio, riporta i dati dei Paesi membri aggiornati al 25 maggio. Concentriamoci sulla benzina: il prezzo italiano (1,960 euro al litro) è l’ottavo nell’Unione, in una classifica guidata da Danimarca (2,5 e/l), Paesi Bassi (2,387 e/l) e Finlandia (2,187 e/l). Ma davanti al nostro Paese ci sono anche Germania (2,025 e/l) e Francia (2,108 e/l). Una situazione che rimarrebbe praticamente identica anche senza i 6,1 centesimi al litro di sconto: l’Italia, in pratica, si avvicinerebbe alla Germania, ma avrebbe una benzina comunque meno cara della Francia. Molto distante, invece, la Spagna (1,568 e/l)
Gasolio, senza taglio accise Italia tra le più care
Capitolo gasolio (il più critico dati i prezzi). L’Italia è sesta (2,041 e/l), ma in questo caso lo sconto ancora attivo è “ingombrante”. Senza il taglio, si potrebbe stimare un 2,163 euro al litro, cioè il quarto prezzo più alto dei Ventisette. Davanti ci sarebbero soltanto Finlandia (2,319 e/l), Paesi Bassi (2,263) e Danimarca (2,222). I simili italiani sarebbero tutti dietro. La Francia sarebbe la più vicina (2,125), seguita dalla Germania (1,936 e/l) e staccata la Spagna (1,685 e/l).











