In occasione degli 80 anni dal primo voto alle donne (2 giugno 1946), Fratelli d’Italia ha diffuso sui social un cortometraggio dal titolo Il futuro ha bisogno di voi. Realizzato con i fondi del 2 per mille destinati alla promozione della partecipazione politica femminile, il video – breve e pensato per i social – ha immediatamente acceso una polemica bipartisan.
La protagonista è Teresa, una giovane sposa e madre del 1946. Inizialmente scettica, risponde al marito che la sprona ad andare al seggio: «Se finora hanno fatto a meno del mio voto, possono fare anche senza». Poi, prima di dormire, aggiunge: «Ci dormo su». Nel sogno appare una galleria di donne che hanno segnato la storia repubblicana: Tina Anselmi (prima ministro donna), Nilde Iotti (prima presidente della Camera), Maria Elisabetta Casellati (prima presidente del Senato) e Marta Cartabia (prima presidente della Corte costituzionale). Il culmine è il giuramento di Giorgia Meloni al Quirinale nel 2022, con la stretta di mano a Sergio Mattarella e il passaggio di consegne da Mario Draghi.
Teresa si sveglia di soprassalto, commossa: «Ho sognato una donna presidente del Consiglio!». Corre al seggio esclamando: «Forse il futuro ha bisogno di noi». Il filmato si chiude con la voce della premier: «Il futuro ha bisogno di voi».
Dal partito di maggioranza il video è presentato come un omaggio alle donne che per prime hanno conquistato il diritto di voto e ai progressi successivi, culminati con la prima presidente del Consiglio donna della storia italiana e auspica ad una maggiore partecipazione femminile alla politica.. «Un modo per ricordare che quel 2 giugno ha aperto la strada alla piena partecipazione femminile», sottolineano da Fratelli d’Italia, legando la narrazione al valore della Repubblica nata dal referendum.
Spot di Fratelli d’Italia sul voto alle donne: Teresa (RaiNews)
Le critiche, arrivate trasversalmente dal centrosinistra e da commentatori indipendenti, contestano invece l’impostazione narrativa. Secondo diversi osservatori, lo spot propone una lettura «parziale e riduttiva» della storia del suffragio femminile: il diritto di voto alle donne fu frutto di una lunga battaglia che vide protagonisti partiti di sinistra, socialisti, comunisti e una parte della Democrazia cristiana, mentre la destra conservatrice e post-fascista (da cui deriva l’attuale FdI) non fu in prima linea. Ridurre il sogno collettivo del 1946 a un’ispirazione personale per l’elezione di Meloni viene visto da alcuni come un’operazione autocelebrativa che appiattisce un percorso complesso su una singola figura politica contemporanea.
Altri rilievi riguardano il tono: la donna indecisa del 1946 che si convince solo dopo aver “visto” Meloni premier appare a molti come una semplificazione eccessiva del valore del voto come conquista collettiva, non come profezia di un leader specifico.
Al di là delle polemiche, il cortometraggio ha comunque rilanciato il dibattito sull’importanza del suffragio femminile e sulla partecipazione al voto, in un anniversario che resta uno dei pilastri fondanti della democrazia italiana. Fratelli d’Italia ha annunciato che il video rientra in una più ampia campagna di valorizzazione del ruolo delle donne nella politica repubblicana. La discussione, intanto, continua sui social e nei talk show: un piccolo spot ha riaperto la grande questione di come raccontare la storia senza ridurla a narrazione di parte.









