Nei contesti dove la povertà relazionale è più accentuata, bambine e bambini sono maggiormente esposti a maltrattamento, isolamento e disagio. La mancanza di adulti, comunità e spazi sicuri può avere conseguenze negative sul benessere dei minorenni. Lo rivela l’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia della Fondazione umanitaria Cesvi.
L’indagine, che analizza i fattori di rischio e la capacità delle regioni di prevenire e contrastare il maltrattamento all’infanzia, mostra una netta frattura tra nord e sud Italia: i dati più rassicuranti sono stati registrati nella parte settentrionale del Paese, mentre permangono criticità più acute nel Meridione. Lo studio si basa su 65 indicatori statistici regionali e prende in considerazione sei parametri: cura di sè e degli altri, vivere una vita sana, vivere una vita sicura, acquisire conoscenza e sapere, lavorare, accedere a risorse e servizi.
Commentando i dati emersi dall’indagine, la ministra per la Famiglia e le Pari opportunità, Eugenia Maria Roccella, ha affermato che «il maltrattamento all’infanzia rappresenta una delle più gravi violazioni dei diritti dei bambini e degli adolescenti e ci ricorda quanto sia necessario mantenere alta la capacità di ascolto, di prevenzione e di intervento delle nostre comunità. L’indice evidenzia come il fenomeno non possa essere letto esclusivamente attraverso la dimensione individuale o familiare: le condizioni economiche, sociali, educative, relazionali dei territori incidono infatti profondamente sul benessere dei minorenni e sulla capacità di prevenire situazioni di vulnerabilità».
La povertà relazionale
La settima edizione dell’Indice – che prende il titolo di Generazione Sola – dedica particolare attenzione alla povertà relazionale. Se l’instabilità economica e la disoccupazione amplificano la vulnerabilità delle famiglie più fragili, con pesanti ricadute sulla salute mentale degli adulti e sulla sicurezza dei minorenni, parallelamente gioca un ruolo fondamentale anche il contesto sociale in cui bambine e bambini crescono.
Come segnala il report, l’assenza di figure di riferimento, legami significativi e spazi protetti priva i minorenni di una rete di tutela «stringendoli in una morsa di doppia fragilità». In questo contesto, quindi, secondo quanto emerge dall’analisi, la povertà non è solo mancanza di risorse materiali ma anche carenza di relazioni umane significative.








