Si chiama Eva Statiella, sta per diventare assessora comunale ad Acqui Terme e se nessuno l’ha mai sentita nominare prima d’ora è perché è stata generata con l’intelligenza artificiale. Per iniziativa del sindaco, Danilo Rapetti, la città piemontese diventa la capofila di un esperimento che traghetta la politica e la Pubblica amministrazione verso le meraviglie, le incognite e le angosce del XXI secolo. Ma il paradosso è che Statiella, con l’imminente rimpasto della giunta comunale, riceverà la delega all’Umanizzazione, insieme a quelle, indubbiamente più in linea, all’intelligenza artificiale e alla transizione digitale.
Il perché del nome
L’obiettivo ultimo non è accontentare questo o quel partito con una poltroncina in più ma, secondo le rassicurazioni fornite dallo stesso primo cittadino, “comprendere meglio cosa potrà succedere quando queste entità avranno concretamente una parte attiva e decisionale”. Il nome non è stato scelto a caso. Eva, naturalmente, è la biblica antenata di tutte le donne, mentre Statiella contiene un richiamo alle antiche popolazioni che popolavano queste vallate, i Liguri Statielli, e ad ’Acquae Statiellae’, il centro urbano edificato dai Romani su cui oggi è innestata la città termale. Non sono ancora chiari i provvedimenti che potrà prendere la nuova assessora sulle materie di pertinenza, così come non è chiaro in quale modo potrà partecipare alle discussioni con i colleghi in carne ed ossa.
Un sindaco avatar
Ma in ogni caso non è finita qui, Rapetti ha in cantiere molto altro. Espresso nel 2022 da una lista civica dopo una lunghissima militanza nel centrodestra, 55enne, già sindaco di Acqui fra il 2002 e il 2012, un curriculum in cui vanta tre lauree magistrali (scienze della formazione, psicologia ed economia aziendale), il primo cittadino intende replicare una copia virtuale di se stesso da dare in pasto alla cittadinanza: un sindaco avatar che “risponderà ai turisti o a chi vorrà fare domande sugli uffici, sulle necessità, sulle proposte per la città”. Il tutto sulle sue pagine social.
Gli ulteriori sviluppi
L’apertura di Acqui Terme verso gli spazi sconfinati e inesplorati dell’intelligenza artificiale continuano. Nelle intenzioni del sindaco il Comune dovrebbe diventare “agentico”, con flotte di computer in grado di occuparsi delle relazioni con il pubblico sbrigando alcuni affari su urbanistica, anagrafe, stato civile. A beneficio anche dei dipendenti pubblici, i quali, sgravati da incombenze “ripetitive, lunghe e senza costrutto”, avranno “più tempo per formarsi, incontrare, studiare le pratiche più complesse”. E tutto questo “senza licenziare nessuno”.










