«Si sono appena chiusi i lavori di un vertice molto importante dei cui risultati sono soddisfatta». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa al termine del G7 di Évian-les-Bains, sottolineando che «abbiamo lavorato bene insieme con una convergenza che non era scontata: credo debba essere una ottima notizia per tutti. Macron ha fatto un ottimo lavoro».
Con Trump «rapporto immutato»
«Con Donald Trump – ha detto la premier – ho trovato il rapporto immutato, non c’è stato bisogno di parlare di quanto successo nelle ultime settimane. Entrambi abbiamo caratteri forti, entrambi difendiamo il nostro interesse nazionale e quindi non c’è bisogno di chiarirsi su questo». Meloni ha tenuto a precisare che il disgelo dopo il grande freddo calato nelle ultime settimane dopo gli attacchi del presidente Usa a lei e al Papa non è avvenuto soltanto a colpi di battute e scherzi, ma sulla base di un confronto «serio» sui temi al centro del vertice: «Siamo ripartiti direttamente parlando di ciò che va fatto nei prossimi mesi».
Tre messaggi trasversali
Secondo Meloni, dal summit escono tre messaggi trasversali: l’unità del gruppo; la capacità di dialogare non solo tra i Sette, ma anche con i partner invitati (Egitto, India, Emirati Arabi Uniti, Kenya) e il focus sulle principali sfide geopolitiche «che riguardano la vita dei cittadini, la vita quotidiana di milioni di persone».
Ucraina, dimostrata «unità e fermezza dell’Occidente»
Sull’Ucraina, per la presidente del Consiglio, il risultato politico è chiaro: la condivisione del principio «dell’unità e della fermezza dell’Occidente, gli strumenti più efficaci per creare condizioni negoziali reali», ostacolate sin qui dalla chiusura di Vladimir Putin a fronte della disponibilità a trattare più volte manifestata da Volodymyr Zelensky. Per questo fa la differenza l’aver concordato, insieme agli Stati Uniti, la necessità di continuare a garantire sostegno a Kiev e di mantenere alta la pressione su Mosca.
Mediatore Ue? «Meglio un esponente di una media potenza»
Mentre il presidente del Consiglio europeo, António Costa, annunciava proprio da Évian l’avvio di contatti dell’Unione europea con Mosca, la premier ha confermato che al Consiglio di domani e dopodomani rilancerà la proposta di un mediatore unico Ue. Sul profilo ha lasciato trapelare la sua preferenza: «Se si vuole arrivare a un risultato su questo tema, credo che sarebbe molto difficile proporre una persona che proviene da uno dei grandi Paesi europei. Una scelta di questo tipo renderebbe, dal mio punto di vista, più difficile raggiungere un accordo. Mi rivolgerei quindi verso le medie potenze dell’Unione europea». Parole che sembrano aprire la strada a una “candidatura” italiana del presidente finlandese Alexander Stubb.









