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Home » Colf e badanti, calano i lavoratori domestici dichiarati all’Inps ma crescono gli stipendi: +2,1%
Notizia

Colf e badanti, calano i lavoratori domestici dichiarati all’Inps ma crescono gli stipendi: +2,1%

Sala StampaDi Sala StampaGiugno 18, 20263 min di lettura
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Colf e badanti, calano i lavoratori domestici dichiarati all’Inps ma crescono gli stipendi: +2,1%

Nel 2025 i lavoratori domestici con almeno un contributo versato all’Inps sono stati 804.464, in flessione per il quarto anno consecutivo (-2,3% rispetto al 2024). Crescono in compenso le retribuzioni: lo stipendio medio di colf e badanti registra un andamento crescente e nel 2025 è pari a 8.019 euro (+2,1% rispetto al 2024). E’ la fotografia che emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio sui lavoratori domestici curato dall’Inps.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Meno lavoratori iscritti all’Inps

Dopo gli incrementi registrati nel biennio 2020-2021, dovuti alla regolarizzazione spontanea legata al lockdown e al decreto sull’emersione di rapporti di lavoro irregolari (D.L. n. 34 del 19/05/2020 – decreto “Rilancio”), si registra tra il 2021 e il 2025 una perdita di circa 173mila lavoratori. Il trend decrescente del numero complessivo dei lavoratori domestici è maggiore tra le femmine (-2,4%) rispetto ai maschi (-1,5%) ma la composizione per genere evidenzia una netta prevalenza di femmine: la componente femminile nel 2025 è pari all’88,7%, livello che caratterizzava gli anni pre-pandemia, mentre quella maschile è pari all’11,3%. In valore assoluto le donne sono 713.538 e gli uomini sono 90.926.

La geografia del lavoro domestico

Il Nord-Ovest è l’area geografica con il maggior numero di lavoratori (30,7%), seguita dal Centro con il 27,7%, dal Nord-Est con il 19,9%, dal Sud con il 12,1% e dalle Isole con il 9,6%. La regione con il maggior numero di lavoratori domestici è la Lombardia con 156.316 lavoratori (19,4%), seguita dal Lazio (14,1%), dalla Toscana (8,9%) e dall’Emilia Romagna (8,6%). In queste quattro regioni si concentra poco più della metà dei lavoratori domestici in Italia.

Straniero il 69% dei lavoratori

La composizione dei lavoratori per nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri (68,9% del totale), anche se si conferma una tendenza decrescente già iniziata nel 2022. La Lombardia, con circa 125 mila lavoratori, è la regione con il maggior numero di stranieri, seguita dal Lazio (circa 91 mila) e dall’Emilia Romagna (circa 55 mila). In queste regioni la quota di lavoratori stranieri è pari all’80%, mentre in coda è la Sardegna con una quota pari al 18%. Nel triennio 2023-2025 il numero degli stranieri si è ridotto del 4%, la flessione dei lavoratori italiani è lievemente superiore, -5%. La variazione dei lavoratori del 2025 rispetto al 2024 è per gli italiani del -3,7%, per i lavoratori stranieri del -1,6%. La maggior parte dei lavoratori domestici proviene dall’Europa dell’Est, con 269.098 lavoratori, pari al 33,5% del totale; seguono i lavoratori di cittadinanza italiana con 250.368 unità pari al 31,1%, quindi quelli provenienti dal Sud America (9,0%) e quelli dalle Filippine (7,5%).

Più badanti che colf

Nel 2025 la quota della tipologia di lavoro “Badanti” è stata del 51,3%, confermando la prevalenza, verificatasi per la prima volta nel 2024, sulla quota “Colf” (48,7%). La tipologia “Colf” è prevalente tra i lavoratori italiani e quasi tutti i lavoratori stranieri, ad eccezione di quelli provenienti dall’Europa dell’Est, dall’Asia Medio Orientale, dal Nord Africa, dall’America del Sud e Centrale, in cui prevale la tipologia “Badante”.

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