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Home » Giustizia e Pnrr, processi più rapidi: tempi giù del 28,8%
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Giustizia e Pnrr, processi più rapidi: tempi giù del 28,8%

Sala StampaDi Sala StampaGiugno 22, 20262 min di lettura
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Giustizia e Pnrr, processi più rapidi: tempi giù del 28,8%

La giustizia italiana accorcia i tempi, ma nel civile il traguardo fissato dal Pnrr resta ancora distante. Tra il 2019 e il 2025 i tempi medi di definizione dei procedimenti si riducono sia nel settore civile sia in quello penale. Per la giustizia civile, l’obiettivo della riduzione del 40% non è stato ancora raggiunto: al 31 dicembre 2025 il calo si ferma al 28,8%. Tuttavia, il dato non considera il nuovo traguardo Pnrr previsto per il 30 giugno prossimo.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

È quanto emerge dal report Istat su giustizia e Pnrr, che misura l’andamento del Disposition Time, l’indicatore utilizzato per valutare la durata teorica dei procedimenti pendenti. Per il contenzioso civile, il target Pnrr prevede che un procedimento destinato ad attraversare tutti i gradi di giudizio – Tribunale, Corte d’appello e Cassazione – duri meno di 1.507 giorni. Nel 2019 la durata media era pari a 2.512 giorni. A fine 2025 si scende a 1.789 giorni: un miglioramento significativo, ma non sufficiente a centrare l’obiettivo europeo.

Cassazione più veloce, Tribunali più lenti

Il miglior risultato arriva dalla Cassazione, dove il Disposition Time civile passa da 1.302 a 863 giorni, con una riduzione del 33,8%. È il taglio più marcato tra i diversi gradi di giudizio.

Più contenuto il miglioramento nei Tribunali, dove la riduzione si ferma al 21,8% e il tempo medio nel 2025 è pari a 435 giorni. Nelle Corti d’appello il calo è del 24,8%, con un Disposition Time di 492 giorni.

Il quadro, dunque, è a doppia lettura. La macchina della giustizia civile si muove più rapidamente rispetto al 2019, ma non abbastanza da rispettare il traguardo Pnrr. Il recupero c’è, soprattutto in Cassazione. La distanza dal -40%, però, resta ancora da colmare.

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