È vero, lo shock energetico e quindi economico della guerra in Medio Oriente. Ma la Banca centrale europea, secondo il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, deve «navigare fra i due estremi» di considerare gli attuali shock sui prezzi come «temporanei» e «rispondere» come nel 2022 con una maxi serie di rialzi.
Un errore reagire così
Insomma, per Panetta, intervenuto alla conferenza ChaMp, questa reazione (cioè il maxi rialzo) «sarebbe un errore». Per il governatore infatti «non ci troviamo nella stessa situazione del 2022». In quel caso ci sono stati dieci rialzi consecutivi. Oggi, invece, «la domanda è più debole e i tassi di interesse reali sono più elevati».
«Niente percorso prestabilito»
Ciò non significa che il rialzo di venti giorni fa sia scorretto. Anzi. Panetta ha difeso l’aumento di 25 punti base. «I negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran potrebbero portare a prezzi dell’energia più bassi di quanto ipotizzato nelle proiezioni di base di giugno. Tuttavia, le prospettive rimangono fragili. I rischi di rialzo per l’inflazione continuano a coesistere con rischi di ribasso per la crescita. Ciò richiede un monitoraggio costante degli sviluppi geopolitici, dei mercati dell’energia, delle catene di approvvigionamento, dei salari e delle aspettative di inflazione. Richiede inoltre che la politica monetaria eviti di vincolarsi a un percorso prestabilito».
Gli scenari alternativi
Panetta, inoltre, ha invitato la Bce a concentrarsi «anche sugli scenari alternativi e sulle analisi» di più ampio respiro visto il nuovo scenario mondiale così incerto. Ciò vuol dire, ad esempio, «la frammentazione geopolitica, l’intelligenza artificiale, la finanza digitale, l’invecchiamento della popolazione e il cambiamento climatico». Le banche centrali dunque, secondo il governatore, devono «migliorare la loro capacità di interpretare gli shock» sull’offerta che sono divenuti «più frequenti, persistenti e fortemente interconnessi con le trasformazioni dell’economia globale».










