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Home » In Bulgaria alleati Nato e americani insieme gomito a gomito nella maxi esercitazione a comando italiano
Notizia

In Bulgaria alleati Nato e americani insieme gomito a gomito nella maxi esercitazione a comando italiano

Sala StampaDi Sala StampaLuglio 8, 20264 min di lettura
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In Bulgaria alleati Nato e americani insieme gomito a gomito nella maxi esercitazione a comando italiano

MOKREN (BULGARIA)

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

DAL NOSTRO INVIATO – Strade sterrate. Polvere dappertutto, di quella che ti entra nelle narici. E poi mortai. Boati a raffica. Tanto fumo. Cingolati in movimento. Droni che planano. Esattamente nelle stesse ore in cui ad Ankara, nel cuore dell’Anatolia, il presidente Usa Donald Trump ribadisce agli alleati della Nato l’accusa di non fare abbastanza per finanziare le spese destinate alla difesa dell’Alleanza atlantica, a circa 800 km di distanza dalla capitale turca, in località Mokren, in un poligono bulgaro gestito dagli americani, nell’entroterra della Bulgaria sud-orientale, va in scena una maxi esercitazione multinazionale, condotta sotto l’ombrello della Nato dal Multinational Battle Group Bulgaria a guida italiana. Nome in codice: “Alliance wall”, che letteralmente significa “muro dell’Alleanza”, dove l’“Alleanza” è proprio quella che il presidente Usa intende rivedere da capo a fondo. Se Trump fosse qui, e assistesse a questi movimenti di soldati studiati fin nel minimo dettaglio, americani che si muovono in maniera sinergica, gomito a gomito, con soldati provenienti da altri Paesi dell’Allenza atlantica, probabilmente una riflessione la farebbe. O forse no.

Nemmeno a dirlo, l’obiettivo di tutto quello che è stato messo in campo nelle ultime due settimane durante le quali si è sviluppata l’esercitazione, è stato proprio quello di consolidare la capacità delle forze dei 32 membri dell’Alleanza atlantica, e quindi anche degli Usa, di operare insieme, in maniera efficace, sul fianco orientale dell’Alleanza.

Il comandante italiano: «Con gli americani collaboriamo, nulla è cambiato»

E Trump? Che aria si respira? «Sul campo, onestamente, non ho mai percepito nessun cambiamento di approccio nei nostri confronti e nei confronti di tutti. Ho sempre avuto ottimi rapporti con gli americani. Abbiamo proprio rapporti quotidiani, perché io non sono il comandante dell’infrastruttura nella quale abbiamo sviluppato questa esercitazione», chiarisce il colonnello Matteo Epifani, comandante del Multinational Battle Group Bulgaria, che ha diretto l’esercitazione. «L’infrastruttura in cui operiamo è statunitense, ne consegue che con loro devo quotidianamente dialogare. Io non ho mai avuto nessun problema. Da un punto di vista militare aggiunge il comandante -, gli americani utilizzano questa base per fare un ciclo addestrativo avanzato. Dopo un ciclo di formazione in patria vengono qui, non solo qui, per fare un’attività un po’ più avanzata». Quanto tempo dura questa attività? «Tra gli 8 e i 9 mesi. La rotazione americana non si sovrappone con la nostra. Sia nei casi precedenti sia di di recente non abbiamo mai avuto nessun tipo di problema con loro. La dimostrazione concreta – sottolinea Epifani – è che li abbiamo invitati a partecipare a questa esercitazione e loro hanno accettato». Quanti sono gli americani che hanno aderito? «Il Bradley (veicolo corazzato cingolato da ricognizione e fanteria, prodotto negli Stati Uniti e in dotazione all’Esercito americano, ndr) ha 40 uomini, il plotone va dai 70 agli 80 soldati», conclude il comandante.

Una fase dell’esercitazione Nato Alliance Wall

L’esercitazione a guida italiana

Lontani anni luce dal dibattito caro al tycoon su chi sia più scroccone tra Londra, Parigi, Varsavia e Roma, oltre 700 militari provenienti da 11 Paesi alleati (Albania, Bulgaria, Francia, Grecia, Italia, Montenegro, Macedonia del Nord, Polonia, Romania, Spagna e, nemmeno a dirlo, Stati Uniti) si sono addestrati nell’area di Novo Selo, gomito a gomito, cercando e trovando un modo per far dialogare tra di loro unità, mezzi e procedure operative in un contesto multinazionale. L’esercitazione ha previsto attività a fuoco e manovre sul terreno, con l’impiego di circa 100 mezzi e sistemi d’arma e l’utilizzo di sistemi a pilotaggio remoto per l’osservazione dell’area e la raccolta di informazioni. L’obiettivo era quello di verificare la capacità dei reparti alleati di coordinarsi rapidamente ed efficacemente, condividere informazioni e operare secondo procedure comuni.

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