Close Menu
Italia Parlare
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Tendenza
Nell’avanzata digitale gli incontri reali acquistano valore

Nell’avanzata digitale gli incontri reali acquistano valore

Settembre 28, 2026
Salutequità: irricevibile qualsiasi arretramento sulle cure domiciliari

Salutequità: irricevibile qualsiasi arretramento sulle cure domiciliari

Settembre 28, 2026
la storia di Karl Bushby, l’uomo che cammina da 28 anni

la storia di Karl Bushby, l’uomo che cammina da 28 anni

Settembre 28, 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Italia Parlare
  • Pagina Principale
  • Ultime Notizie
  • Storie Web
  • Globale
  • Comunicato Stampa
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Newsletter Quotidiana
Italia Parlare
Home » Ex Ilva: Urso, dobbiamo evitare i 2.500 licenziamenti nelle imprese dell’indotto
Notizia

Ex Ilva: Urso, dobbiamo evitare i 2.500 licenziamenti nelle imprese dell’indotto

Sala StampaDi Sala StampaSettembre 5, 20266 min di lettura
Facebook Twitter Pinterest WhatsApp LinkedIn Email Reddit Telegram
Ex Ilva: Urso, dobbiamo evitare i 2.500 licenziamenti nelle imprese dell’indotto

Il Governo vuole evitare i 2.500 licenziamenti nell’indotto ex Ilva di Taranto comunicati da 28 imprese associate ad Aigi in vista della fermata dell’area a caldo della fabbrica entro fine ottobre disposta dalla Corte d’Appello di Milano. Lo ha detto il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, a margine di un incontro per Ac Boilers di Gioia Del Colle (Bari). «Noi dobbiamo assolutamente scongiurare i licenziamenti collettivi – ha affermato Urso -. Siamo impegnati per evitare che una decisione che ha innescato quella che molti hanno definito una bomba sociale e produttiva, abbia come prime vittime i lavoratori. Servirà una riunione con gli enti locali poiché dobbiamo lavorare insieme. Abbiamo convocato una serie di riunioni a Palazzo Chigi che si svolgeranno martedì prossimo. I lavoratori dell’indotto sono i primi ad essere colpiti poiché le aziende dell’indotto lavorano soprattutto nell’area a caldo che sta per essere chiusa».
Per Urso, «oggi più che mai sull’ex Ilva serve lavorare insieme», con gli enti locali «e poi ovviamente anche con le imprese, a cominciare dalle imprese dell’indotto e della filiera della manifattura italiana che usufruisce dei prodotti di Taranto». Urso, che ha evidenziato la mancanza a Taranto di un clima di condivisione per l’ex Ilva al contrario di quello che è avvenuto a Terni, Piombino ed anche a Gioia del Colle per Ac Boilers, ha così proseguito: «Se riusciamo a creare, come mi auguro sin da martedì, un clima di condivisione, riusciremo a limitare l’impatto sociale e produttivo e a delineare anche un progetto di rilancio con l’augurio che la gara internazionale che è in corso, abbia un riscontro positivo».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I sindacati: senza risorse, la fabbrica comunque rischia lo stop
Intanto, se la Corte d’Appello di Milano dovesse eventualmente sospendere il decreto di fermata dell’area a caldo dell’ex Ilva (sia Ilva che Acciaierie d’Italia hanno avanzato istanza di sospensiva) e quindi consentirne la prosecuzione, la fabbrica dell’acciaio “rischia egualmente di fermarsi a fine ottobre per mancanza di risorse”. Lo hanno evidenziato i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb nella conferenza stampa sulle procedure di licenziamento collettivo attivate per oltre 2.500 lavoratori dell’indotto-appalto.
Nell’ex Ilva, hanno detto i sindacati, “ci sono risorse per arrivare sino a fine ottobre”, che è anche la data entro cui l’area a caldo – altiforni e acciaierie – dovrà fermarsi per disposizione della Magistratura che ha addotto motivi di inquinamento e di danni alla salute e all’ambiente (amianto presente negli altiforni ed emissione di polveri sottili). Per i sindacati, dopo ottobre, anche con un esito positivo della Corte d’Appello, mancherebbero le risorse per comprare le materie prime per la produzione dell’acciaio, far marciare i pochi impianti rimasti attivi, pagare gli stipendi ai dipendenti e i fornitori e anche anticipare al posto dell’Inps, la cassa integrazione.
Sulle risorse, va detto che negli ultimi mesi il Governo, nell’ambito del plafond da 390 milioni (prestito ponte in attesa della cessione dell’azienda a privati) autorizzato dalla Commissione UE, ha autorizzato l’erogazione all’ex Ilva di tre tranche di finanziamento: 149 milioni, 100 milioni e 100 milioni. Intanto sulla cassa integrazione straordinaria, i sindacati attendono a breve che l’ex Ilva, a fronte della fermata dell’area a caldo su decisione dell’autorità giudiziaria, aumenti in modo importante i numeri. Oggi la cassa è autorizzata come numero massimo per 4.500 lavoratori nel gruppo (su circa 10.000 di organico) di cui 3.800 a Taranto (su poco meno di 8.000).

Le posizioni dei sindacati

«La vicenda ex Ilva si complica ancora di più perché nonostante i sindacati, in maniera unitaria, avessero chiesto alle associazioni datoriali e ad Aigi in particolare, di temporeggiare prima di inviare le informative e le procedure sui 2.500 licenziamenti collettivi, Aigi comunque é andata avanti da sola senza aspettare l’incontro di martedì 8», ha detto Luigi Bennardi della Uilm Taranto. «Questo ci preoccupa molto perché Taranto é sull’orlo della bomba sociale e noi dobbiamo cercare di scongiurarla – ha proseguito Bennardi -. Diciamo al Governo e a tutte le istituzioni, in vista del vertice a Palazzo Chigi dell’8 settembre, è che a Taranto il tempo é finito. Si deve intervenire in maniera chiara con istituti straordinari per tutti i lavoratori: Acciaierie d’Italia, Ilva e soprattutto dell’appalto e indotto».
«Finita la pagina dei Giochi del Mediterraneo, dove Taranto ha mostrato la sua bellezza in una cornice affascinante malgrado i tanti problemi che ha di salute, ambiente e lavoro, mandare il giorno dopo una procedura dove si annunciano 2.500 licenziamenti, credo che sia uno schiaffo al territorio, alle istituzioni, ai lavoratori e alla città – ha sostenuto Biagio Prisciano della Fim Cisl -. Oltre a porre i temi industriali, ambientali, occupazionali e sociali, porremo a Palazzo Chigi anche quelli dell’indotto i cui lavoratori, rispetto agli altri, rappresentano l’anello più debole». «La premier Giorgia Meloni ha detto a Bari che il Governo è per la continuità operativa dell’ex Ilva, ma per la continuità – ha rilevato Prisciano – si devono mettere in piedi non solo le proposte, ma quello che il Governo intende fare dello stabilimento di Taranto e degli altri del gruppo. Quando parliamo di continuità occupazionale, noi stiamo dicendo che non siamo per mantenere l’attuale ciclo a carbone ma siamo per passare a quello elettrico attraverso forni elettrici e la produzione di acciaio green senza inquinare e senza far ammalare chi sta all’interno della fabbrica e chi sta all’esterno».
Per Francesco Brigati della Fiom Cgil, «il Governo si sta assumendo una grossa responsabilità: quella della chiusura dell’ex Ilva senza nessuna prospettiva per i lavoratori, per la città e la decarbonizzazione. Se dovesse esserci la sospensiva rispetto a quanto stabilito dalla Corte d’Appello di Milano, comunque lo stabilimento chiude per assenza di risorse finanziarie. In questi giorni si sta procedendo verso lo spegnimento. Non bisogna dare la responsabilità alla Corte d’Appello di Milano. Credo – sostiene Brigati – che ve ne sia una, molto grande, del Governo essendoci una condizione di quel tipo. Le navi con i minerali non sono in arrivo e quindi si va esaurendo la disponibilità di materie prime. Il Governo che ha festeggiato a Bari il primato della longevità, aveva cinque anni per intervenire e programmare il futuro dell’ex Ilva, ma non lo ha fatto». E Franco Rizzo di Usb ha concluso: «Ci aspettiamo una presa di coscienza, ovvero il Governo deve trovare il coraggio di fare l’unica cosa che va fatta: nazionalizzare la fabbrica. L’unico soggetto che può mandare avanti un progetto serio, vero di decarbonizzazione, è lo Stato. Sì è aperta una gara per la vendita dell’ex Ilva, ci sono delle offerte, ma sono offerte in cui la parte economica viene sempre garantita dallo Stato».

Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

Continua a Leggere

L’accordo biennale sarà in prima fila nel Codice tributario

L’accordo biennale sarà in prima fila nel Codice tributario

Il peso del contante resta ancora forte: 235 miliardi nel 2025

Il peso del contante resta ancora forte: 235 miliardi nel 2025

Caro carburante, dopo Eni anche Ip fa scattare gli sconti. Ecco quanto si può risparmiare

Caro carburante, dopo Eni anche Ip fa scattare gli sconti. Ecco quanto si può risparmiare

Mazzi: «Il turismo è industria. Siamo sopra la Spagna: primi per notti nell’Ue»

Mazzi: «Il turismo è industria. Siamo sopra la Spagna: primi per notti nell’Ue»

Carburanti ancora in rialzo, il diesel si avvicina a 2,5 euro in autostrada

Carburanti ancora in rialzo, il diesel si avvicina a 2,5 euro in autostrada

Papa Leone XIV a Lourdes: «Massima vigilanza sugli abusi sui minori»

Papa Leone XIV a Lourdes: «Massima vigilanza sugli abusi sui minori»

Caso Regeni, domani la sentenza: chiesto l’ergastolo per uno dei quattro 007 egiziani

Caso Regeni, domani la sentenza: chiesto l’ergastolo per uno dei quattro 007 egiziani

Bar, chiuse 24mila attività in sei anni: Roma perde oltre il 30% dei locali

Bar, chiuse 24mila attività in sei anni: Roma perde oltre il 30% dei locali

Suppletive in Calabria, seggi aperti: Vannacci sfida Forza Italia. Bufera sulla foto di Siracusano

Suppletive in Calabria, seggi aperti: Vannacci sfida Forza Italia. Bufera sulla foto di Siracusano

Articoli Principali

Salutequità: irricevibile qualsiasi arretramento sulle cure domiciliari

Salutequità: irricevibile qualsiasi arretramento sulle cure domiciliari

Settembre 28, 2026
la storia di Karl Bushby, l’uomo che cammina da 28 anni

la storia di Karl Bushby, l’uomo che cammina da 28 anni

Settembre 28, 2026
L’accordo biennale sarà in prima fila nel Codice tributario

L’accordo biennale sarà in prima fila nel Codice tributario

Settembre 28, 2026
Morto a 40 anni il wrestler Pac, aveva combattuto sul ring solo il giorno prima

Morto a 40 anni il wrestler Pac, aveva combattuto sul ring solo il giorno prima

Settembre 28, 2026

Ultime Notizie

Diabete di tipo 2, dai batteri intestinali alla carne rossa: due nuovi indizi per anticiparlo

Diabete di tipo 2, dai batteri intestinali alla carne rossa: due nuovi indizi per anticiparlo

Settembre 28, 2026
Il peso del contante resta ancora forte: 235 miliardi nel 2025

Il peso del contante resta ancora forte: 235 miliardi nel 2025

Settembre 28, 2026
Caro carburante, dopo Eni anche Ip fa scattare gli sconti. Ecco quanto si può risparmiare

Caro carburante, dopo Eni anche Ip fa scattare gli sconti. Ecco quanto si può risparmiare

Settembre 28, 2026
Facebook X (Twitter) Pinterest TikTok Instagram
© 2026 Italia Parlare. Tutti i diritti riservati.
  • Politica Sulla Riservatezza
  • Termini e Condizioni
  • Pubblicizza
  • Contatto

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.